Meta cambia rotta: la fine della moderazione e l’onda d’urto sul web
Nel gennaio 2025, Mark Zuckerberg, CEO di Meta, ha annunciato una drastica revisione delle politiche di moderazione sui principali social del gruppo — Facebook, Instagram e Threads. Questa scelta ha subito acceso un acceso dibattito sulla libertà di espressione, la sicurezza online, la protezione delle minoranze e il ruolo delle piattaforme digitali nella società contemporanea.
Cosa ha deciso Meta: i punti chiave della svolta
- Eliminazione delle regole di moderazione storiche: Meta ha ridotto drasticamente gli strumenti automatici e umani dedicati al filtraggio dei contenuti offensivi, lasciando online molti messaggi che prima sarebbero stati rimossi.
- Stop al fact-checking negli Stati Uniti: Il programma di verifica dei fatti realizzato da enti terzi viene sospeso, in favore di un “modello community notes” simile a quello adottato da X (ex Twitter), che affida alla comunità degli utenti il compito di segnalare e correggere informazioni false o fuorvianti.
- Meno controllo sui discorsi d’odio e sulle molestie: Tranne che per i casi più gravi di contenuti illegali (terrorismo, sfruttamento minorile, traffico di droga e violenza esplicita), la maggior parte dei post resta pubblica, anche se include odio, discriminazioni o bullismo.
- Riorientamento sulla “massima libertà di espressione”: Zuckerberg ha motivato la scelta come un ritorno ai principi originari della libertà di parola, sostenendo che la moderazione eccessiva ha portato a troppi errori, frustrazione degli utenti e violazioni della libertà individuale.
Le reazioni: rischio di esplosione di odio e molestie
Le conseguenze di questa decisione sono state immediate e di vasta portata:
- Aumento di discorsi d’odio e molestie: Le segnalazioni di utenti hanno rilevato una crescita significativa di contenuti razzisti, sessisti, omofobi e attacchi personali sulle piattaforme del gruppo Meta.
- Maggiore esposizione per le minoranze: Organizzazioni per i diritti civili, come Amnesty International, hanno denunciato un rischio concreto per gruppi vulnerabili (ad esempio minoranze etniche e religiose), che si trovano esposti a ondate organizzate di odio e discriminazione senza più strumenti efficaci per difendersi.
- Preoccupazioni per la salute mentale: L’aumento di molestie online può avere gravi ripercussioni sul benessere psicologico degli utenti, soprattutto dei più giovani.
- Effetti globali: Se questa politica venisse estesa anche fuori dagli Stati Uniti, come preannunciato, i rischi si moltiplicherebbero nei paesi già segnati da forti tensioni o precedenti storici di violenza alimentata dai social (ricordando il caso della persecuzione dei Rohingya in Myanmar nel 2017, dove Meta fu accusata di aver favorito la diffusione dell’odio).
Perché questa scelta? Analisi politica e commerciale
Diversi analisti osservano che la decisione di Meta non sia solo una presa di posizione filosofica sulla libertà di parola. Il cambio di rotta arriva in concomitanza con l’insediamento di una nuova amministrazione politica negli USA e sembra voler evitare conflitti con il potere politico, che negli ultimi anni aveva accusato i big tech di censura e parzialità contro specifiche correnti ideologiche.
Un altro fattore è il taglio dei costi: la moderazione interna e le collaborazioni con enti terzi per il fact-checking avevano costi notevoli in termini di risorse umane e tecnologiche.
Implicazioni per utenti e società
Le ripercussioni sono profonde e toccano tanto la sfera individuale quanto quella sociale:
- Erosione della fiducia: Gli utenti si sentono meno protetti e più esposti, con il rischio che molti abbandonino la piattaforma o smettano di partecipare al dibattito pubblico online.
- Disinformazione più diffusa: Senza un monitoraggio strutturato delle fake news, la disinformazione può circolare più facilmente, minando la qualità del dibattito democratico e la stessa fiducia nelle istituzioni.
- Strumenti legali insufficienti: Le leggi attuali spesso non riescono a intervenire in tempi rapidi su contenuti dannosi ma non esplicitamente illegali.
Suggerimenti per difendersi e partecipare in sicurezza
Data la nuova realtà su Meta, è essenziale adottare strategie consapevoli per tutelare sé stessi e contribuire a una comunità più sana:
1. Rafforza la privacy dei tuoi profili
- Usa impostazioni restrittive per commenti, tag e messaggi privati.
- Monitora spesso le tue liste di amici e follower.
2. Sfrutta gli strumenti di segnalazione
- Anche con la moderazione ridotta, segnala sempre contenuti offensivi o pericolosi: serve anche a raccogliere dati per future eventuali revisioni delle policy.
3. Non alimentare discussioni tossiche
- Impara a riconoscere i troll e non rispondere a provocazioni o attacchi personali per evitare escalation.
4. Educa te stesso e gli altri
- Consulta fonti affidabili prima di condividere notizie o informazioni e invita gli altri a fare altrettanto.
5. Fai rete con gruppi di supporto
- Partecipa a community che monitorano e segnalano fenomeni di odio o disinformazione: insieme si è più forti nel chiedere miglioramenti alle piattaforme.
6. Documenta episodi gravi
- In caso di molestie gravi, salva screenshot e riferimenti: potrebbero essere utili per segnalazioni legali o a organizzazioni di tutela.
7. Informati sulle leggi locali
- Conosci i tuoi diritti e i canali disponibili per difenderti anche legalmente, se necessario.
Consigli per l’uso consapevole delle piattaforme
- Valuta criticamente ciò che leggi e condividi.
- Supporta le voci positive e inclusive.
- Promuovi un linguaggio rispettoso nei gruppi di cui fai parte.
- Limita il tempo speso su piattaforme se la qualità del dibattito peggiora.
Quale futuro per la moderazione?
Le scelte di Meta potrebbero inaugurare un nuovo paradigma per i social network: meno regole, più libertà, ma anche più rischi. La sfida sarà trovare un nuovo equilibrio tra libertà di espressione, sicurezza e responsabilità collettiva. Gli utenti hanno un ruolo chiave: segnalare, educare e pretendere strumenti migliori per vivere la rete come spazio di crescita e non di paura.
Per chi vuole continuare a utilizzare Facebook, Instagram e Threads, la raccomandazione è massima attenzione e un approccio attivo nella tutela del proprio benessere e della qualità delle interazioni online.





