Le VPN (Virtual Private Network) sono utilizzate da milioni di persone per proteggere la propria privacy online, ma recenti studi dimostrano che sono sempre più vulnerabili ad attacchi informatici, truffe e fughe di dati. Gli esperti di sicurezza sottolineano che molte VPN gratuite e anche alcune soluzioni a pagamento presentano falle critiche che mettono a rischio sia utenti privati che aziende. Consigli rapidi: usa solo VPN di provider affidabili, aggiorna sempre i software, preferisci soluzioni con verifica trasparente di proprietà e sicurezza, considera alternative innovative come Zero Trust Network Access.
VPN: Le origini e la promessa di sicurezza
Le VPN sono nate per offrire connessioni remote sicure, crittografando il traffico Internet e nascondendo l’indirizzo IP dell’utente. Fino a pochi anni fa, erano considerate uno degli strumenti più affidabili per difendersi dai furti di identità, dallo spionaggio e dalla censura. Oggi circa la metà degli utenti Internet utilizza una VPN, spesso per motivi di privacy e sicurezza online.
Tuttavia, con la crescita del lavoro remoto e la diffusione di servizi digitali, le VPN sono diventate un obiettivo privilegiato per i cybercriminali. Le statistiche aggiornate mostrano che quasi il 50% delle organizzazioni ha subito attacchi legati a vulnerabilità VPN negli ultimi due anni. Spesso questi attacchi sfruttano falle non patchate, errori di configurazione o furto di credenziali per accedere a dati sensibili o installare ransomware.
Nuove minacce: vulnerabilità e attacchi sofisticati
Negli ultimi anni, il numero di vulnerabilità (CVEs) che affligge le soluzioni VPN è cresciuto esponenzialmente — ben l’82,5% in più dal 2020 al 2025. La maggior parte di queste vulnerabilità sono classificate come gravi, permettendo agli aggressori di eseguire codice remoto, esfiltrare dati riservati, aggirare l’autenticazione e persino ottenere controllo totale sulle reti aziendali.
L’evoluzione delle minacce è stata favorita dall’uso di tecniche avanzate, come l’automazione con l’intelligenza artificiale che consente agli hacker di identificare le falle in tempo reale. Se la tua VPN è accessibile da Internet, è anche esposta agli attacchi automatizzati e alle scansioni mirate.
I problemi di sicurezza riguardano sia le VPN usate dalle aziende che le app di VPN gratuite per utenti privati. Numerosi studi hanno evidenziato che molte app disponibili sugli store digitali sono poco trasparenti, spesso sviluppate da aziende sconosciute che possono raccogliere e vendere dati, oppure non implementare correttamente le misure di sicurezza di base. Un esempio critico è la mancata verifica dei certificati digitali, che espone gli utenti a attacchi “Man in the Middle”, dove un hacker può intercettare e leggere il traffico “protetto” della VPN.
Caso recente: vulnerabilità zero-day
Nel febbraio 2025, una vulnerabilità zero-day (CVE-2025-0282) ha colpito Ivanti Connect Secure VPN, consentendo agli aggressori di bypassare l’autenticazione e accedere ai dati di istituzioni finanziarie e organizzazioni governative. Episodi come questo rendono evidente l’urgenza di aggiornare costantemente le soluzioni VPN e di ripensare le strategie di sicurezza.
VPN gratuite: quali sono i rischi?
La promessa di una VPN gratuita alletta molti utenti, ma la maggior parte di queste applicazioni espone a rischi notevoli:
- Mancanza di trasparenza sulla proprietà del servizio: le aziende che gestiscono molte VPN gratuite non informano in modo chiaro su chi sia realmente il proprietario e dove vengano conservati i dati degli utenti.
- Scarsa verifica dei certificati: una percentuale rilevante di app VPN non verifica correttamente i certificati, permettendo ai malintenzionati di orchestrare attacchi “Man in the Middle”.
- Raccolta e vendita dei dati: alcuni servizi raccolgono dati di navigazione, posizione e identificatori personali per fini commerciali, spesso violando la privacy dell’utente.
Per le aziende, scegliere una VPN gratuita, o una soluzione non verificata, può comportare il rischio di accessi non autorizzati, perdita di controllo sui dati e danni seri all’infrastruttura informatica.
VPN a pagamento: sono più sicure?
I servizi premium sono generalmente più sicuri, ma neanche le VPN più affermate sono immuni da vulnerabilità. Le migliori offrono crittografia avanzata, audit di sicurezza indipendenti e politiche di zero log, ovvero non conservano tracce dell’attività dei clienti. Tuttavia, anche servizi con notorietà elevata sono stati colpiti da attacchi sofisticati e da falle di sicurezza non risolte, dimostrando che nessun sistema è infallibile.
Limiti delle VPN tradizionali
Le criticità delle VPN riguardano anche la gestione delle reti aziendali:
- Connessioni lente o instabili possono ostacolare il lavoro da remoto.
- Autenticazione complessa e mancanza di segmentazione della rete aumentano i rischi di movimento laterale degli aggressori all’interno delle infrastrutture compromesse.
- Le VPN forniscono un accesso “tunnel” ampio, spesso eccessivo rispetto alle necessità effettive di un dipendente o collaboratore.
Questi problemi hanno spinto molte aziende a valutare soluzioni alternative.
Il futuro: Zero Trust e accesso segmentato
A fronte dei limiti e dei rischi delle VPN, cresce l’adozione di architetture Zero Trust Network Access (ZTNA), che offrono una risposta moderna alle nuove sfide della cybersecurity. A differenza delle VPN tradizionali, che presumono la fiducia dell’utente una volta autenticato, il modello Zero Trust verifica ogni accesso, segmenta la rete e limita i privilegi all’essenziale.
Le ZTNA sono sempre più scelte dalle aziende perché riducono la superficie d’attacco, gestiscono meglio le identità, e non espongono i servizi direttamente su Internet. L’adozione di queste soluzioni è cresciuta rapidamente, con il 34% delle imprese che già sfruttano piattaforme ZTNA nel 2025.
Vantaggi del modello Zero Trust:
- Accesso granolare: ogni risorsa è protetta da controlli specifici basati sull’identità.
- Segregazione dei privilegi: si riduce il rischio di movimenti laterali in caso di attacco.
- Aggiornamenti frequenti: patch e correzioni vengono applicate in modo più efficiente e centralizzato.
- Maggiore trasparenza: audit e report di sicurezza sono più semplici da realizzare e verificare.
Cosa fare ora?
Molti esperti ritengono che le VPN tradizionali debbano essere usate solo prevedendo misure aggiuntive, come la doppia autenticazione, audit regolari, scelta di provider affidabili basata su report indipendenti e verifica costante della trasparenza di gestione.
Per l’utente privato, vale la regola di non affidarsi a VPN gratuite di dubbia origine e di preferire servizi che pubblicano audit e politiche chiare di trattamento dati.
Consigli/azioni approfonditi per utenti e aziende
- Verifica la reputazione del provider VPN prima di scegliere un servizio.
Scegli provider che effettuano audit di sicurezza indipendenti e che pubblicano report sulla gestione dei dati. - Aggiorna costantemente i software VPN e monitora le vulnerabilità note (CVEs).
Utilizza fonti ufficiali per controllare la presenza di nuove falle e applica le patch appena disponibili. - Considera il passaggio a soluzioni Zero Trust Network Access (ZTNA), soprattutto se gestisci infrastrutture aziendali.
- Evita VPN gratuite sviluppate da aziende poco trasparenti. Preferisci servizi con politiche ‘no log’ e sede in paesi che rispettano la privacy.
- Abilita sempre la doppia autenticazione e limita i privilegi di accesso.
Segmenta la rete e limita il tunnel solo alle risorse essenziali per ridurre la superficie d’attacco. - Controlla periodicamente l’effettiva sicurezza della connessione e la protezione reale dei dati trasmessi.
Utilizza strumenti di verifica e consulta report indipendenti per monitorare la sicurezza della tua VPN.
Scegliendo con consapevolezza e aggiornando le proprie strategie, è possibile difendersi efficacemente anche in un contesto digitale in rapida evoluzione e minacciato da nuovi rischi.




