Ti è mai capitato di ricevere un’email minacciosa che ti diceva qualcosa come “Abbiamo hackerato il tuo computer, paga o le tue foto saranno pubblicate”? Questi messaggi allarmanti sono purtroppo molto diffusi e la maggior parte sono tentativi di truffa che cercano di spaventarti per ottenere soldi, spesso in criptovalute.
Le email di ricatto seguono schemi simili in tutto il mondo. I truffatori si presentano come criminali che hanno avuto accesso ai tuoi dispositivi o dati personali e ti chiedono un riscatto per non divulgare informazioni o immagini private. Per rendere la minaccia più credibile, possono inserire dati come il tuo nome, telefono o indirizzo, ma spesso queste informazioni sono recuperate da database pubblici o dal dark web, non da un vero hackeraggio.
Le minacce più comuni si dividono in tre categorie:
– Richieste dirette e concise di denaro per evitare la diffusione di dati sensibili.
– Email dettagliate con descrizioni del presunto malware usato per infettare il computer, con riferimenti a webcam, tastiera e altro.
– Messaggi che invitano a cliccare su link per scoprire dettagli nascosti, una tattica per bypassare i filtri antispam.
Un tema ricorrente è la “sextortion”, dove i truffatori minacciano di rivelare presunte attività intime o video registrati dalla webcam. Spesso chiedono cifre elevate in criptovaluta e cercano di isolare la vittima intimandole di non denunciare alle autorità o ai familiari.
In casi più gravi, ci sono email che minacciano addirittura la vita della vittima, con richieste di riscatto e ultimatum temporali. Anche se molto angoscianti, sono quasi sempre truffe.
Oltre a queste minacce dirette, esistono truffe più elaborate dove i criminali si fingono agenti delle forze dell’ordine, accusando la vittima di gravi reati come pedopornografia o traffico illecito. Questi messaggi possono includere documenti falsi, firme e sigilli apparentemente ufficiali, e minacciano arresti o multe salate. La vittima viene invitata a contattare i truffatori per risolvere la questione pagando una falsa “multa”.
Questi tipi di truffe sono diffusi in diversi Paesi europei, come Francia, Spagna e Repubblica Ceca, e anche nei Paesi dell’ex Unione Sovietica, dove si inventano nomi di enti inesistenti per rendere la minaccia più credibile.
Come riconoscere una email di ricatto?
– Presenza di dati personali non segreti ma facilmente reperibili online.
– Mittente con indirizzo email gratuito o sospetto.
– Inviti ad aprire allegati o cliccare link per “scoprire i dettagli”.
– Minacce urgenti, manipolazioni psicologiche e richieste di non parlarne con nessuno.
– Errori grammaticali o traduzioni approssimative.
– Testo con caratteri strani o mescolanze di alfabeti per aggirare i filtri.
Come proteggersi:
1. Mantieni la calma e non farti prendere dal panico: i truffatori puntano proprio sulla paura.
2. Non rispondere né pagare mai il riscatto.
3. Usa un buon antivirus e un filtro antispam aggiornato.
4. Verifica sempre l’indirizzo email del mittente e cerca informazioni ufficiali sulle organizzazioni menzionate.
5. Non aprire allegati o link sospetti e non chiamare numeri forniti nell’email.
6. Se hai dubbi, contatta direttamente l’ente ufficiale tramite canali verificati.
7. In caso di minacce gravi, rivolgiti immediatamente alle forze dell’ordine.
Infine, ricorda che nessuna vera agenzia governativa ti minaccerà via email chiedendo soldi. Segnala sempre questi tentativi di truffa alle autorità competenti e proteggi i tuoi dati personali con password robuste e aggiornate.
Essere informati e mantenere la calma sono le migliori armi contro i ricatti via email.





