WinRAR e la nuova vulnerabilità: una minaccia per milioni di utenti
WinRAR è uno dei più diffusi software di compressione al mondo, utilizzato quotidianamente da privati e aziende per gestire file compressi in vari formati. Di recente, però, è emersa una grave vulnerabilità che mette a rischio la sicurezza degli utenti Windows, consentendo agli aggressori di eseguire malware nel sistema senza che l’utente sia consapevole del pericolo.
Cos’è la vulnerabilità CVE-2025-31334?
La vulnerabilità è identificata come CVE-2025-31334 e interessa tutte le versioni di WinRAR precedenti alla 7.11. Si tratta di una falla a media gravità che consente agli attaccanti di bypassare la protezione “Mark of the Web” (MotW) di Windows. In sostanza, MotW serve a identificare file scaricati da Internet e avvisare l’utente prima dell’esecuzione, mostrando un messaggio di sicurezza. Tuttavia, sfruttando questa vulnerabilità, gli hacker possono eludere questi avvisi utilizzando archivi .rar appositamente creati.
Il trucco degli attaccanti consiste nell’incorporare link simbolici (symlink) all’interno dei file .rar. Quando l’utente estrae questi archivi, il collegamento simbolico può puntare a un file eseguibile presente sul sistema o su una cartella controllata dall’attaccante, avviando così il malware senza che venga mostrato alcun messaggio di allerta. In alcuni casi, ciò permette anche l’esecuzione di comandi per la sottrazione di dati sensibili, il controllo remoto del computer o il movimento laterale all’interno della rete aziendale.
Quali sono i rischi concreti?
- Esecuzione silente di malware: il file malevolo viene eseguito senza che l’utente riceva alcun allarme, aumentando le probabilità che l’attacco abbia successo.
- Furto di dati: una volta avviato, il malware può rubare credenziali, file personali o informazioni aziendali.
- Controllo remoto: attaccanti esperti possono ottenere l’accesso al sistema della vittima, installare backdoor e muoversi all’interno della rete.
- Diffusione interna: in ambito aziendale, il malware può sfruttare la vulnerabilità per infettare altri computer sulla stessa rete.
Va sottolineato che, per creare collegamenti simbolici, sono solitamente necessari privilegi amministrativi, ma il rischio rimane elevato soprattutto in ambito aziendale dove gli utenti possono avere questi permessi.
Chi è a rischio?
Praticamente tutti gli utenti che utilizzano una versione di WinRAR precedente alla 7.11 su sistemi Windows sono potenzialmente a rischio, in particolare:
- Chi riceve e gestisce frequentemente archivi .rar da fonti non verificabili (email, siti di sharing, forum, canali Telegram).
- Aziende in cui WinRAR è installato su molte postazioni e non è stato aggiornato centralmente.
- Persone che non adottano strumenti di Endpoint Detection & Response (EDR) o altre soluzioni di sicurezza avanzata.
Come proteggersi: strategie e suggerimenti pratici
1. Aggiornamento immediato
La prima e più importante difesa è aggiornare subito WinRAR alla versione 7.11 o successiva. L’aggiornamento risolve la vulnerabilità, ripristinando il corretto funzionamento della protezione Mark of the Web e bloccando l’esecuzione “silenziosa” di file dannosi.
- Scaricare WinRAR SOLO dal sito ufficiale di RARLAB.
- Disinstallare eventuali versioni precedenti presenti sui dispositivi aziendali o personali.
- Distribuire l’aggiornamento tramite sistemi centralizzati in ambito enterprise.
2. Audit e bonifica delle versioni obsolete
- Effettuare una scansione interna per individuare quali dispositivi hanno ancora versioni vulnerabili di WinRAR.
- Rimuovere versioni obsolete ed eseguire una bonifica dei sistemi eventualmente già compromessi.
3. Limitare l’uso di symlink e autorizzazioni amministrative
- Ridurre la possibilità per gli utenti di creare o estrarre link simbolici, in particolare su macchine condivise o server.
- Limitare l’assegnazione di diritti amministrativi solo a personale esperto e fidato.
4. Formazione degli utenti
- Sensibilizzare gli utenti sui rischi legati all’apertura di archivi sconosciuti o ricevuti da fonti non affidabili.
- Introdurre policy aziendali che prevedano la verifica dei file ricevuti prima dell’apertura.
- Spiegare il funzionamento delle protezioni come Mark of the Web e l’importanza di non ignorare i messaggi di avviso di Windows.
5. Monitoraggio e strumenti di sicurezza
- Implementare soluzioni EDR che monitorino l’attività dei file eseguibili estratti da archivi compressi.
- Configurare sistemi di allerta per tentativi di estrazione di symlink sospetti.
- Utilizzare antivirus aggiornati e firewall con regole che limitino l’esecuzione di file provenienti da percorsi non attendibili.
6. Creare backup frequenti
- Eseguire regolarmente backup dei dati critici su dispositivi separati e protetti da scrittura.
- Questo consente il ripristino in caso di infezione, riducendo i danni da eventuali attacchi ransomware veicolati tramite archivi malevoli.
7. Politiche di download sicuro
- Scaricare archivi compressi solo da siti verificate e utilizzare servizi che effettuino una scansione antivirus preventiva degli allegati.
- Verificare sempre l’estensione dei file dopo l’estrazione e diffidare di file eseguibili mascherati.
Cosa fare se si sospetta un’infezione
Se dopo aver estratto un archivio si notano comportamenti anomali sul PC (rallentamenti, processi sconosciuti in esecuzione, blocchi improvvisi):
- Disconnettere immediatamente il computer dalla rete.
- Avviare una scansione completa con l’antivirus e, se possibile, una verifica con uno strumento EDR.
- Informare subito il team IT aziendale o rivolgersi a un esperto di sicurezza informatica.
- Non tentare di “ripulire” il sistema senza aver prima eseguito un backup dei dati critici utili alle indagini.
Il ruolo delle aziende e dei responsabili IT
Le aziende hanno una responsabilità fondamentale nel gestire tempestivamente queste minacce. I responsabili IT dovrebbero:
- Creare procedure di patch management automatico.
- Monitorare continuamente le vulnerabilità segnalate dalle principali fonti di sicurezza informatica.
- Testare periodicamente la resilienza aziendale attraverso simulazioni di attacco (penetration test).
- Aggiornare le policy di sicurezza in base alle nuove minacce emergenti.
La sicurezza informatica è una responsabilità collettiva
La scoperta della vulnerabilità CVE-2025-31334 in WinRAR dimostra come anche i software più consolidati siano suscettibili a nuove minacce. La sicurezza totale non esiste, ma con aggiornamenti tempestivi, formazione continua e l’implementazione delle migliori pratiche di sicurezza si può ridurre drasticamente il rischio di attacchi e di perdita di dati.
In conclusione, aggiornare i software regolarmente, essere cauti con ciò che si scarica, e dotarsi degli strumenti giusti rappresentano i primi passi per una difesa efficace. Chiunque utilizzi WinRAR, sia in ambito personale che professionale, deve agire subito per proteggere se stesso e la propria azienda dal rischio di cyberattacchi sempre più sofisticati.





