WinRAR zero‑day sfruttata in campagne di phishing: tutto quello che devi sapere e come proteggerti

WinRAR zero‑day sfruttata in campagne di phishing: tutto quello che devi sapere e come proteggerti

WinRAR zero‑day sfruttata in campagne di phishing: guida completa a CVE‑2025‑8088, rischi reali e contromisure efficaci

La recente vulnerabilità zero‑day di WinRAR, tracciata come CVE‑2025‑8088, è stata utilizzata in attacchi mirati di phishing per distribuire malware, ottenendo esecuzione di codice e persistenza sul sistema. In questo articolo analizziamo come funziona il bug, chi lo sfrutta, quali sono i rischi concreti per utenti e aziende, e soprattutto come proteggersi in modo pratico e completo.

Cos’è CVE‑2025‑8088 e perché è pericolosa

  • Natura del difetto: si tratta di una vulnerabilità di path traversal che consente, tramite archivi RAR appositamente creati, di scrivere file al di fuori della cartella di estrazione prevista. In pratica, un archivio “malevolo” può far finire eseguibili e collegamenti in percorsi sensibili del sistema, inclusi cartelle di avvio automatico, abilitando persistenza ed esecuzione al login successivo.
  • Impatto: esecuzione di codice arbitrario nel contesto dell’utente, con potenziale persistenza e possibilità di caricare backdoor e downloader aggiuntivi.
  • Componenti interessati: WinRAR per Windows e relativi componenti Windows (utility a riga di comando, UnRAR.dll, codice sorgente portabile UnRAR). Le varianti Unix/Android non risultano impattate.
  • Gravità: elevata; è stato rilasciato un aggiornamento correttivo che risolve il problema.

Suggerimento pratico: trattando di path traversal, anche una semplice estrazione può innescare l’infezione se l’archivio è stato costruito per scrivere in cartelle di Startup. Non servono macro o interazioni complesse: basta estrarre.

Lo stato degli attacchi: cosa è successo finora

  • Distribuzione tramite phishing: gli aggressori inviano email mirate con allegati RAR “avvelenati” che contengono file e collegamenti camuffati da documenti legittimi (es. candidature di lavoro), mentre dietro le quinte vengono depositati payload eseguibili in percorsi strategici.
  • Target tipici: organizzazioni in settori finanziario, manifatturiero, difesa e logistica in Europa e Nord America; sono citate anche campagne contro organizzazioni in Russia.
  • Attori coinvolti: gruppi APT come RomCom e un secondo cluster attribuito come “Paper Werewolf” sono stati osservati sfruttare la stessa falla, in alcuni casi con catene di attacco differenti ma con l’obiettivo comune di ottenere persistenza e comando/controllo.
  • Tecniche osservate: uso di DLL/COM hijacking, LNK malevoli, caricamento di backdoor (es. SnipBot variant), downloader in Rust (es. “RustyClaw/MeltingClaw”), e agenti post‑exploitation. Alcune catene includono anti‑analisi e controlli di dominio hardcoded per evitare sandbox.

Suggerimento pratico: se nel tuo ambiente compaiono improvvisamente LNK o DLL in posizioni anomale dopo l’estrazione di un RAR, trattalo come incidente di sicurezza. Verifica cartelle di Startup utente e macchina e i percorsi di sistema più comuni per l’hijacking.

Versioni sicure e aggiornamento consigliato

  • Patch disponibile: aggiorna immediatamente a WinRAR 7.13 o versione successiva, che contiene la correzione per CVE‑2025‑8088.
  • Cosa aggiornare oltre a WinRAR GUI: anche gli strumenti a riga di comando per Windows, la libreria UnRAR.dll e l’eventuale codice UnRAR incorporato in tool di terze parti. Se usi applicazioni che includono UnRAR, verifica che il vendor abbia rilasciato un update.

Suggerimento pratico: in ambienti enterprise, inventaria dove è presente UnRAR.dll (MD5/SHA256 noto in CMDB o EDR) e pretendi bulletin dei fornitori che integrano UnRAR. Spesso componenti compressione/estrazione sono “embedded” in altri software.

Indicatori e segnali da monitorare

  • Cartelle di persistenza comune:
    • %APPDATA%\Microsoft\Windows\Start Menu\Programs\Startup
    • %ProgramData%\Microsoft\Windows\Start Menu\Programs\StartUp
  • Artefatti sospetti:
    • File .LNK o .DLL con nomi che imitano documenti (es. “Curriculum.lnk”, “Fattura.dll”) o librerie di sistema.
    • Timestamp non coerenti o MFT indicante scrittura durante estrazioni RAR.
    • Processi lanciati al login collegati a file appena estratti.
  • Eventi di sicurezza utili:
    • Creazioni di file in cartelle di Startup.
    • Regole EDR per path traversal in fase di estrazione RAR.
    • Esecuzione di comsvcs.dll, rundll32.exe, regsvr32.exe in sequenza con file recenti della user profile.

Suggerimento pratico: abilita auditing “Object Access” per le cartelle di Startup e crea alert su nuovi file eseguibili/LNK. Integra con regole EDR per process ancestry “explorer.exe → rar.exe → rundll32.exe”.

Strategie di mitigazione immediate

  • Aggiorna ora:
    • Distribuisci WinRAR 7.13+ via gestione centralizzata (SCCM/Intune).
    • Aggiorna immagini dorate, VDI, gold master e bastion host.
  • Riduci la superficie:
    • Se non necessario, disinstalla WinRAR/UnRAR sui sistemi non tecnici.
    • Imposta l’app di estrazione predefinita su un tool non impattato o già patchato.
  • AppLocker/WDAC:
    • Blocca eseguibili e DLL da percorsi utente (es. %APPDATA%, %TEMP%, %LOCALAPPDATA%).
    • Consenti solo binari firmati e in directory protette.
  • Hardening di LNK/DLL:
    • Mostra estensioni dei file in Explorer per ridurre il rischio di scambiare LNK per documenti.
    • Attiva ASR rules di Microsoft Defender relative a LNK e process injection, se applicabile.
  • Email security:
    • Aumenta gli score per allegati .rar in arrivo da domini non fidati.
    • Sblocca solo dopo sandboxing dinamico e verifica reputazione mittente/dominio.
  • Least privilege:
    • Limita i diritti admin; l’impatto resta alto anche a livello utente, ma l’assenza di privilegi riduce movimenti laterali e persistenza profonda.

Suggerimento pratico: crea una “Safe Extract Zone” (cartella non privilegiata, monitorata dall’EDR) e istruire gli utenti ad estrarre lì per impostazione predefinita. Automatizza con GPO la modifica della cartella di estrazione predefinita di WinRAR.

Rilevazione e hunting

  • Query di base (Windows, Event Logs/EDR):
    • Ricerca creazioni di file in Startup negli ultimi 30 giorni con estensioni .lnk, .exe, .dll.
    • Correlare con processi rar.exe/unrar.exe o WinRAR.exe poco prima della creazione.
    • Identifica parent process del primo avvio post‑login sospetto.
  • Rilevazioni comportamentali:
    • Estrazione → scrittura in percorsi di sistema/Startup → processo di sistema lanciato al login.
    • Anomalie su ADS (Alternate Data Streams) associate a file estratti.
  • Regole Sigma/YARA:
    • Importa set di regole specifiche per CVE‑2025‑8088 e catene RomCom/Paper Werewolf.
    • Aggiorna regole su LNK anomali (icona documento, target eseguibile, argument sospetti).

Suggerimento pratico: se il tuo SOC non dispone di telemetria su ADS, usa strumenti come Sysinternals Streams in scansione programmata delle directory di estrazione e Startup.

Risposta all’incidente (playbook rapido)

  1. Isola la macchina sospetta dalla rete.
  2. Acquisisci volatile data (processi, connessioni, handles) e copia le cartelle di Startup e le directory modificate in prossimità dell’estrazione.
  3. Rimuovi artefatti:
    • Elimina LNK/DLL/EXE sospetti in Startup e percorsi utente.
    • Verifica chiavi di Run/RunOnce, servizi nuovi, attività pianificate appena create.
  4. Recupero:
    • Aggiorna WinRAR a 7.13+.
    • Reimposta associazioni file .rar su applicazioni sicure/patchate.
    • Cambia credenziali se sono stati trovati agent C2/backdoor.
  5. Contenimento in rete:
    • Blocca IOCs (domini/IP/C2) su proxy/IDS/Firewall.
  6. Lessons learned:
    • Aggiorna controlli email, policy EDR, training utenti su allegati RAR.

Suggerimento pratico: automatizza il triage con script PowerShell che elencano nuovi elementi in Startup e correlano tempi di estrazione (basati su MFT) con creazioni file.

Policy e governance

  • Valuta la necessità di archivi RAR in azienda: se non indispensabili, blocca in gateway e fornisci canali alternativi (OneDrive/SharePoint con AV).
  • Vendor management: richiedi SBOM o attestazioni su componenti di decompressione usati dalle applicazioni terze.
  • Patch management: definisci SLA “fast track” per zero‑day in strumenti ad alta esposizione (browser, client email, decompressori).

Consigli per utenti finali

  • Diffida di allegati RAR non attesi, anche se il mittente sembra noto.
  • Non estrarre archivi direttamente sul Desktop o in cartelle di sistema; usa una cartella “sicura” dedicata.
  • Attiva la visualizzazione estensioni file; un “documento” che in realtà è un .lnk è un campanello d’allarme.
  • Dopo l’estrazione, controlla se si aprono solo i documenti previsti; chiudi tutto e segnala se compaiono finestre o processi inattesi.

Domande frequenti

  • Devo aggiornare se uso solo UnRAR da riga di comando? Sì: anche le utility CLI per Windows e UnRAR.dll sono interessate. Aggiorna tutto l’ecosistema.
  • Linux/macOS/Android sono affetti? Le edizioni Unix/Android non risultano impattate da questa specifica vulnerabilità, ma resta buona prassi mantenere aggiornati i tool di estrazione.
  • L’antivirus basta? È necessario ma non sufficiente. Combina patching, EDR, controllo allegati, hardening e formazione utenti.

Checklist operativa rapida

  • Aggiorna WinRAR a 7.13+ su tutti i sistemi Windows.
  • Scansiona e monitora cartelle Startup per nuovi .lnk/.dll/.exe.
  • Applica policy AppLocker/WDAC per bloccare esecuzioni da profili utente.
  • Rafforza i controlli su allegati .rar in email e proxy.
  • Distribuisci regole EDR/Sigma specifiche per CVE‑2025‑8088.
  • Forma gli utenti su rischi degli archivi compressi e riconoscimento LNK.

Adottando queste misure, riduci sensibilmente la probabilità di compromissione tramite questa zero‑day e migliori la resilienza complessiva del tuo ambiente contro campagne di phishing che abusano di archivi compressi.

Fonte: https://cybersecuritynews.com/winrar-0-day-in-phishing-attacks

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