Negli ultimi mesi sono emersi numerosi furti di dati che hanno visto milioni di identità digitali messe in pericolo in tutto il mondo. Solo nel primo semestre del 2025 si sono registrati più di un miliardo di dati personali sottratti, tra cui nomi, numeri di previdenza sociale, dati bancari e credenziali di accesso a servizi online e bancari. Le principali vittime sono stati cittadini e clienti di grandi società finanziarie, banche e istituzioni pubbliche, senza dimenticare piccole aziende e singoli utenti. Le minacce derivano soprattutto da attacchi informatici sempre più sofisticati (ransomware, phishing AI, exploit a fornitori terzi); queste intrusioni permettono ai criminali di rivendere dati sensibili nel dark web, utilizzabili per frodi, furto d’identità e ricatti digitali.
I rischi per gli utenti sono concreti: furti nei conti, nuove truffe telefoniche, accesso fraudolento ai servizi sanitari e, soprattutto, impossibilità di “cancellare” davvero le proprie informazioni una volta esposte. Per difendersi occorre agire subito:
- Attiva la verifica a due fattori su tutti i servizi online
- Cambia spesso le password e usa solo password complesse e uniche per ogni servizio
- Monitora regolarmente i movimenti bancari e segnala immediatamente anomalie
- Utilizza servizi di controllo e alert sul furto di identità
Nelle prossime sezioni, vedremo cosa sta accadendo a livello mondiale, come evolvono le minacce e cosa fare, nel concreto, per mettere in sicurezza la nostra identità digitale.
Allarme globale: i nuovi scenari del furto di dati
Numeri in crescita e tendenze
Il 2025 ha visto una crescita esponenziale dei furti di dati: secondo i più recenti report di ricerca nel settore, nella prima metà dell’anno si sono registrati oltre 1.348 incidenti gravi che hanno coinvolto circa 114 milioni di persone solo negli Stati Uniti, con numeri ancor più elevati a livello globale. La maggior parte delle violazioni nasce da veri e propri cyberattacchi mirati: ransomware, phishing alimentato da intelligenza artificiale e vulnerabilità nei software dei fornitori terzi. Il fenomeno più preoccupante è la cosiddetta “catena di fornitura”, dove un solo punto debole in un appaltatore mette a rischio dati sensibili di decine, se non centinaia, di entità collegate.
Nel giugno 2025 è stata divulgata la più grande fuga di credenziali della storia: ben 16 miliardi di password e username trafugate e rivendute sul dark web, raccolte in oltre 30 dataset distinti. Insieme ai dati di login sono finite “in pasto” ai criminali anche token di sessione, cookie, dati anagrafici completi e numeri di documento.
Il settore finanziario è sotto attacco: dopo Equifax e CRIF, nel luglio 2025 anche TransUnion ha subito una violazione massiccia, con quasi 4,5 milioni di utenti coinvolti (tra cui dati quali nome, indirizzo, cellulare, data di nascita e soprattutto numero di previdenza sociale – il dato più critico per i cittadini USA). La vicenda è aggravata dal fatto che il furto è avvenuto sfruttando vulnerabilità di app di terze parti, mettendo in crisi l’intero sistema di monitoraggio delle identità.
Altre aziende colpite negli ultimi mesi includono assicurazioni, sanità pubblica, catene bancarie internazionali, piattaforme video streaming e piccole imprese: nessun settore è davvero immune.
Chi subisce le conseguenze dei furti di dati?
- Privati cittadini: rischiano sopratutto frodi finanziarie, truffe di phishing personalizzato, furto d’identità online, apertura di nuovi conti a loro nome o richieste di credito fraudolente.
- Aziende: oltre al danno reputazionale e alle sanzioni privacy, rischiano ricatti (ransomware) e la perdita totale di fiducia dei clienti.
- Stato e settori pubblici: la compromissione dei dati personali dei cittadini mina la fiducia nelle istituzioni e può portare a problemi sistemici, come l’uso illecito di documenti contraffatti (passaporti o tessere sanitarie).
Il problema più subdolo è la difficoltà, spesso ormai l’impossibilità concreta, di “far sparire” i propri dati una volta che sono finiti nei circuiti criminali. Le informazioni vengono rivendute su forum nascosti, usate per creare profili “fantoccio”, effettuare accessi abusivi e persino riciclare denaro tramite marketplace digitali.
Perché aumentano gli attacchi? Le nuove tecniche dei cybercriminali
- Phishing avanzato con AI: strumenti molto più convincenti per rubare credenziali e superare filtri antispam.
- Malware infostealer: software che si installano furtivamente su pc, rubano password, cookie di autenticazione e dati salvati nei browser, per poi inviarli ai server dei criminali.
- Risorse già violate e riutilizzate: i dati “vecchi” di precedenti breach vengono aggregati, aggiornati e venduti “a pacchetto”, aumentando la superficie d’attacco.
- Vulnerabilità nella supply chain IT: spesso sono servizi cloud o tool di terze parti a permettere gli accessi fraudolenti, a causa di falle sconosciute (“zero-day”) che restano aperte per settimane o mesi.
Inoltre, la facilità di accesso a malware-as-a-service e kit pronti all’uso, disponibili a prezzi irrisori nel dark web, ha permesso a nuovi gruppi di criminali digitali di colpire anche aziende di medio-piccole dimensioni e persino singoli professionisti.
Cosa fare SUBITO se pensi che i tuoi dati siano stati rubati
1. Cambia tutte le password
Non solo quella del servizio compromesso: va cambiata ovunque sia stata riutilizzata la stessa sequenza di caratteri.
2. Attiva ovunque la verifica a due fattori
Così anche con la password trafugata, un criminale non riuscirà ad accedere senza il secondo codice (sms, app, token hardware).
3. Monitora i tuoi conti bancari
Verifica quotidianamente operazioni sospette e segnala subito la banca in caso di addebiti strani. Valuta anche il blocco temporaneo della carta.
4. Valuta un servizio di monitoraggio del furto di identità
Molte aziende ora offrono, spesso gratuitamente dopo un breach, sistemi di allerta in grado di avvisare se i tuoi dati compaiono nel dark web o se vengono aperti nuovi conti a tuo nome.
5. Non rispondere e non cliccare su email o messaggi sospetti
Un classico scam è quello del “falso impiegato” che chiede di confermare dati o di fornire PIN, codici o credenziali di accesso.
Focus: come proteggere efficacemente la tua identità digitale
Oltre agli accorgimenti di base, è fondamentale adottare una strategia di sicurezza personale evoluta, ispirata alle best practice dei professionisti ICT.
Consigli pratici e strategie avanzate:
- Usa gestori di password sicuri: così potrai creare e ricordare solo password lunghe, complesse e diverse per ogni piattaforma.
- Aggiorna sistematicamente i software: browser, sistemi operativi e app, anche su smartphone.
- Imposta alert di sicurezza su conti bancari e piattaforme di pagamento: la maggior parte delle banche consente notifiche istantanee per ogni movimento.
- Cambia periodicamente tutti i codici di autenticazione e rimuovi vecchi account inutilizzati.
- Richiedi il blocco del credito (“credit freeze”) presso le principali agenzie di reporting: utile per impedire l’apertura di nuovi conti a tuo nome da parte di terzi.
- Diffida di offerte troppo vantaggiose o richieste di documenti via email o chat, anche se apparentemente ufficiali.
- Monitora la presenza della tua email e dei tuoi credenziali pubblicate in leak pubblici, tramite tool come “Have I Been Pwned?”
- In caso di furto documenti (carta d’identità, patente, passaporto) denuncia subito l’accaduto alle autorità e chiedi un nuovo documento.
- Se sei vittima di un furto di identità, contatta immediatamente la banca, il gestore telefonico e le agenzie di credito, spiegando la situazione e attiva le misure di blocco e ripristino.
Approfondimento finale: come ridurre davvero il rischio di furto di identità
Per quanto nessun sistema possa offrire una protezione totale, l’adozione rigorosa di una cultura digitale consapevole è l’unica via per ridurre davvero il rischio di furto di identità.
Investi nella formazione personale e familiare, verifica la sensibilità dei tuoi fornitori di servizi digitali verso la cybersecurity, e trasformati da vittima potenziale a utente consapevole.
Solo una collaborazione tra privati, aziende e istituzioni – unita a attenzione costante alle buone pratiche tecnologiche – può arginare una minaccia che, oggi più che mai, riguarda chiunque abbia un’identità digitale.
Prevenire è davvero l’unico modo per non dover mai reagire troppo tardi.





