Il 2025 ha rappresentato un anno cruciale per la sicurezza dei browser, strumenti ormai fondamentali per l’accesso a internet e alle applicazioni aziendali. I browser sono diventati il punto di accesso principale per attacchi informatici, sfruttando vulnerabilità che vanno oltre le semplici patch di sicurezza. Per proteggersi efficacemente, è essenziale adottare soluzioni di sicurezza avanzate e mantenere alta l’attenzione verso le estensioni e le autorizzazioni concesse.
Nel corso dell’anno sono emersi diversi attacchi innovativi e sofisticati:
– Browser Syncjacking: un’estensione malevola può assumere il controllo completo del browser e del dispositivo sfruttando la sincronizzazione di profili Google.
– Estensioni polimorfiche: malware che si mascherano da estensioni affidabili, come gestori di password, per rubare informazioni sensibili.
– Ransomware nativo per browser: attacchi che colpiscono i dati cloud senza lasciare tracce locali, estorcendo denaro tramite il blocco di file online.
– Attacchi di Data Splicing: tecniche avanzate di esfiltrazione dati capaci di eludere i sistemi di prevenzione delle perdite di dati (DLP).
– Fullscreen BitM (Browser-in-the-Middle): attacchi che sfruttano il fullscreen per ingannare l’utente e monitorare ogni sua azione senza che se ne accorga.
– Agenti AI nei browser: automazioni basate su intelligenza artificiale vulnerabili a phishing e furto di dati, con permessi equivalenti a quelli degli utenti.
– Limiti tecnici di Chrome DevTools: difficoltà nel rilevare attività dannose di estensioni malevole a causa di limitazioni degli strumenti di sviluppo.
– Passkey compromesse: vulnerabilità nell’autenticazione biometrica che permettono a un attaccante di sostituire chiavi di sicurezza.
– Vulnerabilità degli AI browser: rischi derivanti dall’uso di browser basati su AI, incluse istruzioni malevole e download di malware.
– Spoofing delle barre laterali AI: estensioni che replicano interfacce AI per indurre a eseguire azioni dannose.
– API MCP non sicura in Comet: un’interfaccia nascosta che consente l’esecuzione di comandi locali senza permessi espliciti.
Proteggere ogni browser e dispositivo è ormai una priorità assoluta. Le soluzioni di sicurezza devono integrare controlli specifici per minacce native al browser, incluse quelle generate dalle estensioni e dalle nuove tecnologie AI.
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Approfondimento tecnico
Per gli esperti di sicurezza, il 2025 ha evidenziato come i browser siano diventati il nuovo terreno di gioco per attacchi complessi e difficili da mitigare con metodi tradizionali. Le vulnerabilità scoperte hanno mostrato:
– La difficoltà di gestire la sicurezza delle estensioni, che spesso hanno permessi elevati e sono scarsamente controllate.
– L’emergere di attacchi file-less come il ransomware nativo per browser, che sfruttano OAuth e workflow agentici AI per esfiltrare dati senza lasciare tracce locali.
– Tecniche di esfiltrazione dati avanzate che bypassano i sistemi DLP sfruttando canali di comunicazione alternativi e manipolazione di dati cifrati o frammentati.
– La crescente superficie di attacco causata dall’integrazione di agenti AI nei flussi di lavoro aziendali, che operano con privilegi utente e senza standard di sicurezza consolidati.
– Le limitazioni degli strumenti di debugging come Chrome DevTools, che non consentono di monitorare efficacemente le comunicazioni interne delle estensioni e i processi nascosti.
– Vulnerabilità critiche nelle architetture di autenticazione avanzata come WebAuthn, che possono essere aggirate da attacchi di intercettazione e sostituzione delle chiavi.
– I rischi specifici introdotti dai browser AI, che possono seguire istruzioni malevole o scaricare malware senza segnalazioni all’utente.
La sicurezza futura richiede dunque un approccio integrato che unisca la protezione tradizionale a nuove soluzioni di rilevamento e risposta specifiche per il browser, capaci di affrontare le minacce emergenti in un ecosistema sempre più complesso.





