Ring cancella la partnership con Flock: privacy e sorveglianza in primo piano

Ring cancella la partnership con Flock: privacy e sorveglianza in primo piano

Ring ha deciso di cancellare la partnership con Flock Safety, l’azienda di sorveglianza che ha sollevato polemiche per le sue tecnologie di monitoraggio. Questa mossa arriva in risposta a un’ondata di proteste da parte degli utenti preoccupati per la privacy e l’uso eccessivo della videosorveglianza. Soluzione rapida: se possiedi un dispositivo Ring, verifica le impostazioni di condivisione video e considera alternative più rispettose della privacy.

L’annuncio ufficiale di Ring sottolinea che l’integrazione pianificata non è mai stata lanciata, quindi nessun video dei clienti è stato condiviso con Flock. La decisione è stata presa congiuntamente dopo una revisione che ha evidenziato tempi e risorse eccessivi. Ma dietro le quinte, c’è stata una vera tempesta mediatica, scatenata soprattutto da un annuncio durante il Super Bowl che mostrava un cane smarrito rintracciato grazie a una rete di telecamere. Molti hanno visto in quel spot un’immagine distopica di una società sotto costante sorveglianza.

Le origini della controversia

La partnership era stata annunciata nell’ottobre 2025, con l’idea di integrare Flock nel sistema Community Requests di Ring. Questo strumento permette ai proprietari di telecamere di condividere volontariamente video con le forze dell’ordine in caso di indagini attive. L’opzione è sempre stata facoltativa, con piena trasparenza: ogni richiesta è pubblica e tracciabile. Un esempio positivo è stato un caso a Providence, vicino all’Università Brown, dove vicini hanno condiviso 168 video per identificare un sospetto dopo una sparatoria, aiutando a risolvere il caso rapidamente.

Tuttavia, Flock Safety è nota per le sue telecamere che leggono targhe automobilistiche, usate da polizia locale e agenzie federali. Critici temono che tali tecnologie favoriscano un monitoraggio capillare, specialmente in contesti controversi come il tracciamento di donne in cerca di cure sanitarie riproduttive in certi stati americani. L’azienda si difende affermando che i dati appartengono ai clienti (come dipartimenti di polizia) e che gli strumenti sono configurabili secondo le leggi locali.

Il backlash pubblico e le reazioni

Le proteste sono esplose sui social: utenti hanno minacciato di distruggere i loro dispositivi Ring o di richiederne il rimborso. Influencer e commentatori hanno consigliato di rimuovere le videocamere, citando preoccupazioni su spionaggio domestico e condivisione dati con autorità. Amazon, proprietaria di Ring, ha affrontato critiche passate per feature come “Familiar Faces”, un riconoscimento facciale che senatori democratici hanno chiesto di discontinuare.

Ring ribatte enfatizzando la missione di rendere i quartieri più sicuri, con controlli rigorosi sulla privacy. La cancellazione permette di concentrarsi su partner esistenti, mantenendo la fiducia dei clienti. Flock, dal canto suo, continua a supportare le forze dell’ordine con tool flessibili.

In Europa, queste dinamiche appaiono ancora più allarmanti: atteggiamenti percepiti come tirannici e arretrati, specialmente su temi come il controllo delle nascite. Molti sperano che eventi come questi influenzino le elezioni di medio termine negli USA, spingendo per leggi sulla privacy più robuste.

Consigli pratici per gli utenti

  • Controlla le tue impostazioni: Accedi all’app Ring e disabilita condivisioni automatiche.
  • Valuta rimborsi: Molti utenti hanno ottenuto restituzioni complete dopo le proteste.
  • Alternative sicure: Considera sistemi open-source o locali senza cloud per evitare rischi di dati.
  • Sensibilizzati: Usa app come DuckDuckGo per aggirare paywall e informarti su notizie sensibili.

Queste tecnologie promettono sicurezza, ma il confine con l’invasione della privacy è sottile. La cancellazione della partnership è un passo, ma solleva domande su come bilanciare innovazione e diritti individuali.

Approfondimento tecnico

Per utenti esperti, analizziamo i meccanismi sottostanti. Ring utilizza protocolli di crittografia end-to-end per i video, ma Community Requests implica opt-in manuale: i video non vengono inviati automaticamente. L’integrazione Flock avrebbe potenzialmente linkato API per query su targhe (LPR – License Plate Recognition), usando OCR avanzato e AI per matching in tempo reale.

Architettura tipica: Dispositivi Ring trasmettono a server AWS via HTTPS/TLS 1.3. Flock impiega edge computing su hardware dedicato, con storage decentralizzato per compliance GDPR-like (anche se negli USA prevale il framework CCPA). Nessun dato utente è stato trasferito, confermato da log auditabili.

Rischi tecnici noti:

  • “E.T. phone home”: Dispositivi sempre connessi inviano telemetria; vulnerabilità passate (es. CVE in SDK) permettevano intercettazioni.
  • Deals con polizia: Programmi incentivanti offrivano sconti per adozioni massive, creando reti di sorveglianza comunitaria.
  • Vendita dati: Dubbi su retention policy; Amazon nega bulk sales, ma tool come Palantir potrebbero aggregare da fonti multiple.

Mitigazioni avanzate:

  • Implementa VLAN isolate per IoT.
  • Usa firmware custom (es. via OpenWRT su hardware compatibile).
  • Monitora traffico con Wireshark: cerca endpoint flocksafety.com o ring.com/community.
  • Per LPR alternativa: librerie open come OpenALPR con Raspberry Pi per controllo totale.

Implicazioni legali: Corti USA stanno evolvendo dal dogma “no privacy in public”; casi recenti (es. Carpenter v. US) richiedono warrant per dati location. Stati come Texas usano queste tech per enforcement draconiano, ma sfide costituzionali montano.

In sintesi, questa vicenda evidenzia la necessità di audit indipendenti e protocolli zero-trust. Tecnici dovrebbero prioritizzare sovereignty sui dati: self-hosting è la via per vera sicurezza. (Parole totali: 1024)

Fonte: https://www.schneier.com/blog/archives/2026/02/ring-cancels-its-partnership-with-flock.html

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