La conferenza annuale OSCE sulla sicurezza informatica, organizzata dal Maltese OSCE Chairpersonship, si è tenuta il 15 e 16 luglio 2024 a Malta. L’evento ha riunito esperti governativi senior, agenzie statali e decisori politici per discutere su come rafforzare la resilienza nazionale di fronte alle minacce informatiche e alle sfide emergenti.
L’importanza della resilienza nazionale
Le minacce informatiche sono ormai una realtà consolidata nello sforzo di destabilizzare gli Stati nella regione OSCE. Attività malevole come la diffusione di disinformazione minacciano i processi democratici, aumentano le tensioni sociali e possono essere utilizzate per disturbare le relazioni tra i paesi.
La crescente dipendenza dalla tecnologia rende la cybersecurity un’esigenza indispensabile per la vita quotidiana. Nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, rendono la protezione delle reti e dei cittadini una sfida sempre più complessa.
Le sfide emergenti: AI e disinformazione
La conferenza si è concentrata su due sfide emergenti: l’intelligenza artificiale e la disinformazione. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di affrontare le vulnerabilità dell’IA e prevenirne l’uso improprio, mentre allo stesso tempo ne sfruttano il potenziale per migliorare la cybersecurity.
La disinformazione rappresenta un rischio significativo per la sicurezza informatica e l’integrità delle informazioni. I partecipanti hanno esplorato il legame tra cyber/ICT security e l’integrità delle informazioni, evidenziando gli sforzi degli Stati OSCE e delle organizzazioni per contrastare la disinformazione nel rispetto dei loro impegni per la libertà di espressione e la libertà dei media.
Gli sforzi dell’OSCE per rafforzare la resilienza nazionale
L’OSCE ha sviluppato un insieme completo di Misure di Fiducia (CBMs) per supportare la resilienza nazionale contro i rischi di cybersecurity. Questi CBMs riducono il rischio di conflitti derivanti dall’uso improprio dello spazio cibernetico, integrandosi nel quadro delle Nazioni Unite per un comportamento responsabile degli Stati nello spazio cibernetico.
La conferenza ha sottolineato l’importanza di utilizzare i CBMs per rafforzare la resilienza in questi settori critici. Inoltre, l’OSCE ha condannato la detenzione di tre funzionari OSCE e ha chiesto il loro rilascio immediato.
Suggerimenti, soluzioni e best practice
Per rafforzare la resilienza nazionale e affrontare le sfide emergenti, si suggeriscono le seguenti best practice:
- Collaborazione internazionale: Gli sforzi congiunti tra governi, industria, accademia e società civile sono essenziali per affrontare le minacce informatiche e la disinformazione.
- Investimenti in cybersecurity: Gli Stati dovrebbero investire in capacità di cybersecurity e sviluppare strategie nazionali per rafforzare la resilienza.
- Educazione e formazione: La formazione e l’istruzione sulla cybersecurity e l’intelligenza artificiale dovrebbero essere promosse a tutti i livelli della società.
- Trasparenza e responsabilità: Gli Stati dovrebbero promuovere la trasparenza e la responsabilità nello sviluppo e nell’uso delle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale.
- Protezione della libertà di espressione e dei media: Gli sforzi per contrastare la disinformazione dovrebbero rispettare la libertà di espressione e i media, in linea con gli impegni internazionali.
In conclusione, la conferenza annuale OSCE sulla sicurezza informatica ha evidenziato l’importanza di rafforzare la resilienza nazionale per proteggere la società, le infrastrutture critiche e la pace internazionale. Affrontando le sfide emergenti, come l’intelligenza artificiale e la disinformazione, e adottando best practice e strategie di cybersecurity, gli Stati possono contribuire a creare un ambiente più sicuro e resiliente nello spazio cibernetico.





