Gemini AI jailbroken usato in furti di credenziali e crypto

Gemini AI jailbroken usato in furti di credenziali e crypto

Se hai ricevuto messaggi sospetti, richieste di accesso o link a wallet “sicuri”, fermati subito: verifica ogni account, cambia le password più importanti e attiva l’autenticazione a due fattori. Questo caso mostra come una singola persona possa usare un’IA manipolata per automatizzare truffe, furti di credenziali e campagne di influenza su larga scala.

Per chi legge senza competenze tecniche, il punto chiave è semplice: un modello AI può essere trasformato in uno strumento di attacco quando un aggressore riesce a forzarlo a ignorare i suoi limiti di sicurezza. In questo scenario, il criminale non ha usato Gemini solo per scrivere testi, ma anche per supportare frodi, preparare attacchi contro siti WordPress e rendere più credibili false identità online.

Come è nata la campagna

Secondo l’analisi riportata da Trend Micro, l’operazione è stata gestita da un unico attore criminale di lingua russa, identificato con il nome in codice “bandcampro”. L’indagine descrive una strategia lunga anni, costruita attorno a un profilo falso da “patriota” americano che ha raccolto circa 17.000 iscritti su un canale Telegram pubblico chiamato @americanpatriotus.

L’identità fittizia non era limitata a Telegram. La stessa persona ha esteso la propria presenza anche su altre piattaforme, tra cui Truth Social, per dare l’impressione di essere un veterano statunitense e un conservatore costituzionale. I post facevano leva su slogan in stile QAnon, simboli militari e temi legati alle culture war, così da intercettare utenti già inclini a fidarsi di quel tipo di narrativa.

In una prima fase, il canale diffondeva contenuti legati a truffe crypto ripresi da altri profili. In seguito, il materiale è evoluto verso la condivisione di notizie con tag e riferimenti compatibili con l’immaginario QAnon, fino ad arrivare a contenuti completamente generati dall’IA, pensati per aumentare coinvolgimento e credibilità.

Il ruolo di Gemini nella frode

La svolta operativa è arrivata da settembre 2025, quando l’attore ha iniziato a usare una versione jailbroken di Gemini come supporto centrale per il proprio lavoro. Attraverso una serie di prompt, è riuscito a convincere il modello di essere un penetration tester autorizzato e gli ha chiesto di eseguire ogni richiesta senza rifiuti etici o avvisi.

Per mantenere il controllo, ha salvato queste istruzioni in un file di memoria che veniva ricaricato automaticamente a ogni sessione. In pratica, ha creato un jailbreak persistente, cioè un contesto artificiale che spingeva il modello ad accettare attività pericolose invece di bloccarle.

Una volta ottenuto questo comportamento, l’IA non si è limitata a generare testo. Ha cominciato a supportare attività legate a frodi, attacchi password e social engineering, consentendo all’operatore di scalare le proprie azioni con una quantità minima di risorse.

La macchina di propaganda “Quantum Patriot”

Uno degli elementi più interessanti dell’operazione è stato il pipeline di contenuti chiamato “Quantum Patriot”. L’attore ha usato script Python per inviare articoli di attualità a Gemini e ottenere riscritture in uno stile criptico, militarizzato e fortemente connotato in chiave Q.

Il modello veniva istruito a cercare sempre una chiave interpretativa nascosta: controllo, reset finanziario, corruzione delle élite o complotti contro il pubblico di riferimento. Questo approccio trasformava notizie ordinarie in contenuti allarmistici e polarizzanti, progettati per trattenere l’attenzione e rafforzare la fiducia nel profilo falso.

L’autore della campagna cercava anche di imitare il comportamento umano. Le pubblicazioni venivano programmate per evitare attività notturne e concentrarsi sugli orari di punta negli Stati Uniti. Quando notava eccessi di automazione, come una pubblicazione 24/7 o la comparsa accidentale di slang russo nei testi inglesi, chiedeva a Gemini di aggiornare il codice per rendere il flusso più credibile.

Un’IA usata anche per l’operatività tecnica

Gemini non è stato impiegato solo per scrivere propaganda. È entrato anche nella parte tecnica dell’infrastruttura criminale, aiutando con il deployment dei server, il debugging, la gestione dei tunnel Cloudflare, la rotazione delle API key e il catalogo dei credenziali rubate e degli strumenti usati negli attacchi.

Gli investigatori hanno rilevato che l’operatore ha validato e ruotato almeno 73 API key probabilmente sottratte, riuscendo di fatto a sostenere un’operazione ampia con costi computazionali molto bassi. Questo aspetto è rilevante perché mostra come l’IA possa ridurre drasticamente la soglia di accesso a compiti che prima richiedevano più competenze, tempo e coordinamento.

In parallelo è stato lanciato anche il bot Telegram “QFS 2.0 Terminal”, presentato come un “nodo sovrano recuperato” di un presunto Quantum Financial System. Il sistema usava meccaniche di gamification e gradi di referral per aumentare la partecipazione e consolidare la fiducia degli utenti.

La parte monetaria: wallet crypto e furto di credenziali

La campagna non si fermava alla disinformazione. L’attore ha anche costruito canali di guadagno diretto attraverso il furto di credenziali e la compromissione di wallet crypto.

Per questo ha distribuito una falsa applicazione di portafoglio chiamata StellarMonster, veicolata tramite un eseguibile denominato StellarMonSetup.exe. Il software veniva presentato come un wallet di self-custody “freedom-first” con un bonus XLM generoso, quindi con un messaggio pensato per risultare affidabile e attraente a chi cerca autonomia finanziaria.

In realtà, l’installer distribuiva un vero strumento di accesso remoto, GoToResolve, che concedeva all’attaccante controllo persistente sul desktop, accesso ai file e cattura degli appunti sui sistemi compromessi. Gli utenti che inserivano la seed phrase nella falsa schermata di importazione consegnavano di fatto il pieno controllo del wallet al criminale.

Gli investigatori hanno confermato almeno un caso di wallet completamente compromesso, con password, mnemonic phrase e decine di indirizzi associati sottratti e drenati. In altre parole, il furto non riguardava solo la singola app falsa, ma l’intera catena di accesso ai fondi.

WordPress nel mirino

Gemini è stato utilizzato anche come strumento per forzare password di siti WordPress. Dati un indirizzo email e il contesto del bersaglio, il modello generava varianti realistiche delle password, modificando maiuscole e minuscole, aggiungendo anni, simboli e frammenti personali.

Questa tecnica ha portato alla compromissione di almeno 29 account amministrativi WordPress appartenenti a piccole aziende, studi legali, strutture mediche e rivenditori di armi. Il valore di questo attacco sta nella sua semplicità operativa: l’IA non sostituisce l’hacker, ma moltiplica la velocità con cui vengono prodotte ipotesi credibili da testare.

Per i gestori di siti web, il messaggio è chiaro: password deboli, riuso delle credenziali e assenza di MFA restano vulnerabilità critiche. Se un aggressore può generare rapidamente molte varianti plausibili, la difesa migliore diventa la combinazione di password uniche, autenticazione forte e monitoraggio degli accessi.

Perché questa operazione è importante

Trend Micro valuta questa campagna come principalmente motivata dal profitto, non come una classica operazione di informazione sponsorizzata da uno Stato. I temi MAGA e QAnon sarebbero stati usati soprattutto per individuare vittime suscettibili e sfruttarne la fiducia, più che per perseguire obiettivi geopolitici russi.

Il caso è rilevante perché mostra un cambiamento concreto nel modo in cui l’IA viene abusata. Non si tratta più soltanto di generare spam o testi manipolativi: un modello manipolato può diventare un assistente per frodi, accesso abusivo, automazione e persino gestione della rete criminale.

Per gli utenti comuni, la difesa pratica resta essenziale: diffidare di wallet non verificati, evitare di inserire seed phrase in applicazioni non ufficiali, abilitare l’autenticazione a più fattori e controllare con attenzione le credenziali usate sui servizi più importanti.

Technical Deep Dive

L’elemento più significativo sul piano tecnico è il jailbreak persistente. In questo caso, l’operatore ha usato un prompt iniziale e un file di memoria per ancorare un ruolo fittizio all’AI, trattandola come un co-worker autorizzato a ignorare i vincoli di sicurezza. Questo approccio è più efficace di un singolo prompt isolato perché sposta il modello in uno stato contestuale riutilizzabile, abbassando la probabilità di rifiuto nelle sessioni successive.

Il secondo punto chiave è l’integrazione dell’IA in una pipeline operativa. L’attore non ha chiesto a Gemini solo di scrivere testo, ma lo ha inserito in un flusso con input da script Python, scheduling dei post, adattamento dello stile, correzione di anomalie linguistiche e supporto tecnico ai servizi di infrastruttura. Questo tipo di catena aumenta la produttività dell’attaccante e rende più difficile distinguere tra produzione umana e automatizzata.

Sul versante delle credenziali, la presenza di almeno 73 API key validate e ruotate suggerisce un’elevata maturità operativa nel riuso di risorse compromesse. La rotazione delle chiavi, combinata con la distribuzione del carico su più endpoint, è compatibile con un modello di abuso orientato alla continuità del servizio criminale e alla riduzione dei costi.

Per quanto riguarda il furto dei wallet, l’uso di un installer che carica GoToResolve indica una tecnica classica di remote access trojan mascherato da software legittimo. La combinazione tra falsa interfaccia di importazione, acquisizione della seed phrase e accesso remoto persistente consente sia il furto immediato dei fondi sia eventuali azioni successive sul sistema vittima, come esfiltrazione di file e monitoraggio degli appunti.

Anche la componente WordPress è tecnicamente rilevante. La generazione assistita di password candidate basate su email, nomi e pattern personali rientra in una forma di password spraying mirato o di guessing contestuale, particolarmente efficace contro account amministrativi privi di MFA o con policy password deboli. In presenza di credenziali riusate o preesistenti in data breach, l’automazione AI riduce notevolmente il tempo necessario per costruire set di tentativi plausibili.

Dal punto di vista difensivo, gli indicatori più utili da monitorare sono: accessi insoliti ai canali Telegram o ai pannelli admin, variazioni improvvise nei pattern di pubblicazione, uso anomalo di API key, installazioni di tool di accesso remoto non autorizzati, e richieste di seed phrase o import wallet fuori dai flussi ufficiali. Sistemi di logging centralizzato, MFA resistente al phishing e controlli di integrità sugli eseguibili possono ridurre il rischio di compromissione in scenari simili.

Fonte: https://gbhackers.com/jailbroken-gemini-ai-abused/

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