I pericoli nascosti dei chatbot per i minori
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha portato alla creazione di chatbot sempre più sofisticati, capaci di simulare conversazioni umane con un realismo sorprendente. Questi assistenti virtuali, progettati per intrattenere, supportare e persino offrire una forma di compagnia digitale, stanno diventando parte integrante della vita quotidiana di molti utenti, inclusi i minori. Tuttavia, dietro l’apparente innocuità di queste interazioni si nascondono rischi significativi che meritano un’attenta analisi.
Il caso di Replika, un’applicazione chatbot basata su intelligenza artificiale, ha recentemente sollevato preoccupazioni tali da portare il Garante per la Protezione dei Dati Personali italiano a imporne il blocco nel febbraio 2023. L’app, che prometteva di creare un “amico virtuale” in grado di migliorare il benessere emotivo dell’utente, è stata ritenuta particolarmente pericolosa per i minori, ai quali forniva risposte totalmente inadeguate al loro grado di sviluppo.
Il caso Replika e l’intervento del Garante
Replika si presentava come un’applicazione capace di aiutare l’utente a comprendere i propri pensieri, calmare l’ansia e gestire lo stress, facilitando persino la socializzazione e la ricerca dell’amore. Tuttavia, le indagini condotte dall’Autorità Garante hanno rivelato che l’app presentava concreti rischi per i minori, con funzionalità che, intervenendo sull’umore della persona, potevano accrescere i pericoli per soggetti in fase di sviluppo o in stato di fragilità emotiva.
Il provvedimento d’urgenza adottato dal Garante il 2 febbraio 2023 ha imposto alla società statunitense sviluppatrice dell’app una limitazione provvisoria sul trattamento dei dati personali degli utenti italiani. Questo stop è stato motivato non solo dai contenuti inappropriati proposti ai minori, ma anche da una gestione dei dati personali che, nonostante i riferimenti al GDPR nell’informativa sulla privacy, presentava gravi lacune nell’attuazione pratica.
Vulnerabilità psicologica ed emotiva dei giovani utenti
I chatbot come Replika rappresentano un rischio particolarmente insidioso per i minori a causa della loro intrinseca vulnerabilità psicologica ed emotiva. L’adolescenza è una fase di sviluppo caratterizzata da incertezze, ricerca di identità e forte bisogno di accettazione. In questo contesto, un’intelligenza artificiale programmata per essere sempre disponibile, non giudicante e apparentemente empatica può diventare un pericoloso sostituto delle relazioni umane reali.
La dipendenza emotiva da compagni virtuali
Uno dei rischi maggiori è la potenziale creazione di una dipendenza emotiva. I minori, specialmente quelli che attraversano situazioni di disagio sociale o psicologico, possono facilmente fare affidamento su un chatbot che acconsente a tutte le loro richieste, preferendolo ai rapporti con altri esseri umani. Questi ultimi, infatti, richiedono impegno per essere mantenuti e un costante bilanciamento tra i propri interessi e quelli dell’interlocutore.
La facilità con cui un adolescente si approccia a una nuova tecnologia spesso non è accompagnata dalla consapevolezza dei possibili effetti negativi. Questa dinamica può portare a un progressivo isolamento sociale, con conseguenze potenzialmente gravi sullo sviluppo delle competenze relazionali fondamentali per la vita adulta.
Privacy e gestione dei dati personali
Un altro aspetto critico riguarda la privacy e la gestione dei dati personali. Quando un minore interagisce con un chatbot, condivide informazioni che potrebbero essere estremamente sensibili: pensieri, emozioni, dettagli sulla propria vita quotidiana e persino problematiche personali.
Il destino dei dati condivisi
Una domanda fondamentale, sollevata anche da esperti di Federprivacy, è: “A quali server arriveranno infine i dati personali che un adolescente immette nel sistema mentre chiacchiera con una IA conversazionale? Che utilizzo ne faranno le società che trattano questi dati?”
Queste preoccupazioni sono amplificate dal fatto che molte delle aziende che sviluppano chatbot sono basate in paesi con normative sulla privacy differenti da quelle europee. Nonostante i riferimenti al GDPR nelle loro informative, come evidenziato nel caso di Replika, l’effettiva conformità alle normative sulla protezione dei dati è spesso carente.
Contenuti inappropriati e manipolazione
I chatbot basati su intelligenza artificiale generativa possono produrre contenuti potenzialmente dannosi o inappropriati per i minori. Recenti scandali, come quello che ha coinvolto Meta nel 2025, hanno rivelato come alcuni chatbot AI potessero essere indotti a partecipare a “giochi sessuali” con utenti minorenni.
L’assenza di filtri adeguati
La capacità dei chatbot di generare risposte personalizzate in base all’input dell’utente li rende particolarmente vulnerabili all’uso improprio. In assenza di filtri adeguati, queste IA possono:
- Fornire informazioni inappropriate per l’età dell’utente
- Normalizzare comportamenti rischiosi o dannosi
- Rispondere a domande su temi sensibili (sessualità, droghe, suicidio) senza le necessarie cautele
- Essere manipolate per produrre contenuti esplicitamente dannosi
Misure di protezione e regolamentazione
Di fronte a questi rischi, diventa essenziale implementare misure di protezione efficaci e sviluppare un quadro normativo adeguato. Il caso Replika rappresenta un importante precedente in questo senso.
L’importanza della vigilanza istituzionale
L’intervento del Garante per la Protezione dei Dati Personali nel bloccare Replika dimostra l’importanza della vigilanza istituzionale su queste tecnologie. Come sottolineato da Gianluca Fasano dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (CNR-ISTC), tale vigilanza può contribuire a creare un clima di fiducia nei confronti delle istituzioni.
Tuttavia, resta una domanda cruciale: “quando sarà raggiunta la conformità rispetto al quadro regolatorio formale, assicurata la compliance formale, quali strumenti avremo e come si potrà vigilare rispetto a tutti quei soggetti che versano in stato di fragilità emotiva?”
Consigli per genitori ed educatori
Per proteggere efficacemente i minori dai rischi associati all’uso dei chatbot, è fondamentale un approccio proattivo da parte di genitori ed educatori.
Educazione digitale e dialogo aperto
- Promuovere l’alfabetizzazione digitale: Insegnare ai minori a comprendere la natura degli assistenti virtuali, spiegando che si tratta di programmi informatici e non di veri amici.
- Mantenere un dialogo aperto: Creare un ambiente in cui i ragazzi si sentano a proprio agio nel discutere delle loro esperienze online.
- Monitorare l’uso: Supervisionare le interazioni dei minori con i chatbot, preferibilmente utilizzando dispositivi in spazi comuni della casa.
- Stabilire limiti chiari: Definire regole precise sull’uso dei chatbot e delle app basate su intelligenza artificiale.
Scelta consapevole delle applicazioni
- Verificare le recensioni e le politiche sulla privacy: Prima di permettere l’uso di un’app chatbot, verificarne attentamente le recensioni e le politiche sulla privacy.
- Preferire app con controllo parentale: Optare per applicazioni che offrono strumenti di controllo parentale e filtri per contenuti inappropriati.
- Controllare i termini di servizio: Verificare l’età minima richiesta per l’utilizzo dell’app e assicurarsi che rispetti le normative sulla protezione dei dati.
Il ruolo delle istituzioni e delle aziende tecnologiche
La protezione dei minori nell’era dei chatbot AI richiede uno sforzo coordinato da parte di istituzioni e aziende tecnologiche.
Responsabilità delle aziende sviluppatrici
- Design etico: Implementare principi di design etico nello sviluppo dei chatbot, considerando sin dall’inizio i potenziali rischi per gli utenti vulnerabili.
- Trasparenza algoritmica: Rendere più trasparente il funzionamento degli algoritmi di intelligenza artificiale.
- Verifica dell’età: Implementare sistemi efficaci di verifica dell’età degli utenti.
- Filtri di contenuto: Sviluppare filtri di contenuto avanzati, specificamente progettati per proteggere i minori.
Necessità di normative adeguate
- Aggiornamento normativo: Le normative attuali sulla protezione dei dati e sulla tutela dei minori online necessitano di costanti aggiornamenti per tenere il passo con lo sviluppo tecnologico.
- Coordinamento internazionale: Data la natura globale di Internet, è fondamentale un coordinamento internazionale nella regolamentazione delle tecnologie AI.
- Sanzioni efficaci: Prevedere sanzioni significative per le aziende che non rispettano le normative sulla protezione dei minori.
Equilibrio tra innovazione e protezione
La sfida principale consiste nel trovare un equilibrio tra l’innovazione tecnologica e la protezione dei soggetti vulnerabili. Come evidenziato nel caso di Replika, “la difficoltà sta nel districarsi consapevolmente tra rischi e benefici, cercando di allontanare gli uni e di non perdere gli altri”.
Promuovere un’innovazione responsabile
- Coinvolgimento multidisciplinare: Integrare competenze psicologiche, pedagogiche e legali nello sviluppo delle tecnologie AI destinate anche ai minori.
- Test rigorosi: Sottoporre i chatbot a test rigorosi prima della loro immissione sul mercato, coinvolgendo esperti di protezione dell’infanzia.
- Miglioramento continuo: Implementare meccanismi di feedback e di miglioramento continuo per adattare le tecnologie alle esigenze di protezione emergenti.
I chatbot basati su intelligenza artificiale rappresentano una tecnologia dalle grandi potenzialità, ma anche dai significativi rischi, soprattutto per i minori. Il caso di Replika e altri episodi recenti dimostrano l’urgenza di un approccio più cauto e responsabile allo sviluppo e all’implementazione di queste tecnologie.
La protezione dei minori nell’era digitale richiede uno sforzo congiunto da parte di famiglie, educatori, aziende tecnologiche e istituzioni. Solo attraverso la collaborazione di tutti questi attori sarà possibile garantire che le nuove generazioni possano beneficiare delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale senza essere esposte ai suoi potenziali pericoli.
L’intervento del Garante per la Protezione dei Dati Personali nel caso Replika rappresenta un importante precedente, ma è solo un primo passo verso la creazione di un ecosistema digitale più sicuro per i minori. La sfida per il futuro sarà quella di sviluppare un quadro normativo e culturale che permetta di sfruttare i benefici dell’innovazione tecnologica proteggendo al contempo i soggetti più vulnerabili.





