Allarme phishing: false convocazioni dai Carabinieri, come riconoscere e difendersi dalla truffa

Allarme phishing: false convocazioni dai Carabinieri, come riconoscere e difendersi dalla truffa


Allarme phishing: false convocazioni dai Carabinieri, come riconoscere e difendersi dalla truffa

Negli ultimi mesi, in Italia, si è diffusa una preoccupante ondata di truffe informatiche, in particolare una sofisticata campagna di phishing che sfrutta l’apparente autorevolezza delle Forze dell’Ordine e in particolare dei Carabinieri. Questa nuova forma di inganno, che mira sia a sottrarre dati personali sia a ottenere indebiti pagamenti, si sta propagando rapidamente grazie all’invio di mail fraudolente che simulano “convocazioni ufficiali” provenienti dal Comando Carabinieri per la tutela dell’informatica.

Che cos’è il phishing

Il phishing è una modalità di truffa online che consiste nell’invio di comunicazioni (email, sms, messaggi su social network) che sembrano provenire da enti affidabili, istituzioni o aziende note. L’obiettivo è indurre il destinatario a fornire informazioni personali, credenziali di accesso o dati finanziari, oppure a cliccare su link pericolosi che possono installare malware sul dispositivo.

Come avviene la truffa delle false convocazioni

Nella recente campagna rilevata, i criminali informatici inviano email con oggetto e contenuto che simulano una vera convocazione giudiziaria, apparentemente proveniente dal Comando Carabinieri. Il messaggio ha un tono urgente e minaccioso e invita il destinatario a cliccare su un link o ad allegare documenti, con la promessa di chiarimenti o per non incorrere in sanzioni legali. In realtà, questi link rimandano a siti fasulli o scaricano virus in grado di sottrarre dati sensibili.

I destinatari più colpiti sono cittadini comuni e aziende, spesso presi dal panico o dall’incertezza quando ricevono una simile comunicazione, e indotti ad agire d’impulso. La credibilità della truffa è rafforzata dall’uso di nomi, loghi e termini tecnici riconducibili alle forze dell’ordine.

Come riconoscere le email di phishing

Ecco alcuni segnali utili per riconoscere le false email dei Carabinieri:

  • Mittente sospetto: indirizzi email che non terminano con domini ufficiali (ad esempio, email non provenienti da “carabinieri.it” o da domini governativi).
  • Toni urgenti o minacciosi: la comunicazione fa leva sulla paura, sollecitando risposte immediate, pena l’incorrere in conseguenze legali.
  • Richiesta di dati personali: nessuna forza di polizia italiana chiede l’invio di dati personali, di credenziali di accesso o di informazioni bancarie tramite email o sms.
  • Link e allegati sospetti: la presenza di link che rimandano a siti dal nome ambiguo, o allegati (pdf, zip, exe) che potrebbero contenere malware.
  • Errori grammaticali e traduzioni approssimative: le truffe spesso presentano errori di ortografia e sintassi, o frasi mal tradotte che fanno intuire l’origine non ufficiale del messaggio.

Cosa fare se si riceve una falsa convocazione

Quando si riceve un’email sospetta che sembra provenire dai Carabinieri:

  • Non cliccare su alcun link e non scaricare allegati.
  • Non rispondere al messaggio e non fornire alcun dato personale.
  • Contattare direttamente la caserma dei Carabinieri di zona o rivolgersi alle autorità competenti, comunicando la ricezione della comunicazione sospetta.
  • Segnalare l’episodio alla Polizia postale o tramite i portali ufficiali dedicati alla sicurezza informatica.
  • Se si è già fornito qualche informazione o cliccato su link pericolosi, cambiare immediatamente le password dei propri account online e procedere a una scansione antivirus completa del dispositivo.

Prevenzione e consigli pratici

Per evitare di cadere vittima di queste truffe, è fondamentale:

  • Mantenere aggiornati i software di sicurezza (antivirus, firewall).
  • Abilitare l’autenticazione a due fattori dove possibile, soprattutto per email e servizi bancari.
  • Allenarsi a riconoscere i segnali di phishing tramite corsi di formazione o materiali informativi messi a disposizione da enti come la Polizia Postale.
  • Diffidare sempre di comunicazioni inattese che richiedano dati o azioni insolite.
  • Salvare tra i preferiti i siti ufficiali delle forze dell’ordine e utilizzarli per verificare eventuali comunicazioni ricevute.
  • Informare amici e parenti, soprattutto le persone meno esperte, dei rischi e delle modalità delle truffe in corso.

Che cosa fanno le autorità

Le forze dell’ordine e le autorità di sicurezza cibernetica monitorano costantemente la diffusione di campagne di phishing, pubblicando alert e consigli per i cittadini. Nel caso della truffa delle false convocazioni, sono già stati segnalati numerosi episodi anche dalla stampa locale e nazionale. Le autorità sottolineano che nessun procedimento giudiziario viene attivato via email o sms: eventuali comunicazioni ufficiali avvengono tramite posta ordinaria, raccomandata o canali certificati.

Cosa fare se si è vittime di phishing

Se sei caduto nella trappola e hai fornito informazioni o subito un danno, questi sono i passi da seguire:

  • Segnala tempestivamente l’accaduto alle forze dell’ordine.
  • Contatta la banca o gli enti interessati per bloccare eventuali accessi non autorizzati o movimenti sospetti.
  • Cambia immediatamente tutte le password dei tuoi account.
  • Monitora costantemente i tuoi conti e le tue email per individuare accessi anomali.
  • Considera di richiedere il supporto di un esperto di sicurezza informatica per una bonifica completa dei tuoi dispositivi.

L’importanza della consapevolezza

Le campagne di phishing sfruttano la vulnerabilità umana, facendo leva su emozioni forti come paura, urgenza e senso di autorità. È fondamentale non cedere al panico e mantenere un approccio razionale e consapevole. Investire nella formazione personale e familiare, aggiornarsi sui rischi emergenti e sapere a chi rivolgersi in caso di dubbi può fare la differenza tra la sicurezza e la compromissione dei propri dati.

Le false convocazioni dei Carabinieri rappresentano una minaccia sempre più diffusa e insidiosa. Solo attraverso informazione, attenzione e prevenzione è possibile difendersi efficacemente. Diffondere la conoscenza delle tecniche di phishing, condividere le segnalazioni e rivolgersi sempre alle autorità sono i cardini di una protezione efficace per sé stessi e per la comunità digitale.


Ricapitolando: mai fornire dati personali su richiesta via email, non scaricare allegati da mittenti sconosciuti e rivolgersi sempre alle autorità competenti davanti a qualsiasi dubbio. La sicurezza online parte da un click consapevole.

Fonte: https://www.punto-informatico.it/allarme-campagna-phishing-false-convocazioni-carabinieri

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