Russia blocca WhatsApp: 100 milioni di utenti isolati dalla messaggistica sicura

Russia blocca WhatsApp: 100 milioni di utenti isolati dalla messaggistica sicura

Russia blocca WhatsApp: cosa sta succedendo

Il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp, la popolare app di messaggistica di Meta, per spingere oltre 100 milioni di utenti verso una piattaforma controllata dallo Stato. Secondo Meta, questa mossa rappresenta un tentativo di isolare i cittadini russi dalle comunicazioni private e sicure, costringendoli a utilizzare app di sorveglianza governative.

La situazione è critica: gli utenti russi stanno già riscontrando difficoltà nell’invio di messaggi e nell’effettuazione di chiamate senza l’utilizzo di VPN. Se sei un utente russo di WhatsApp, la soluzione immediata consiste nell’attivare una VPN affidabile per mantenere l’accesso al servizio, anche se le autorità stanno iniziando a limitare anche questi strumenti di circumvention.

Il blocco e le sue conseguenze

L’autorità russa per le comunicazioni, Roskomnadzor, ha rimosso WhatsApp dalla directory nazionale online il 11 febbraio, provocando disservizi diffusi. Questo evento rappresenta l’escalation di una strategia più ampia iniziata ad agosto 2025, quando Mosca aveva già iniziato a limitare le funzioni di chiamata su WhatsApp e Telegram, accusando le piattaforme di non cooperare con le autorità locali nei casi di frode e terrorismo.

WhatsApp ha risposto con una dichiarazione ufficiale su X, affermando: “Il governo russo ha cercato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di spingere le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà dello Stato. Tentare di isolare oltre 100 milioni di utenti dalle comunicazioni private e sicure è un passo indietro e può solo portare a meno sicurezza per le persone in Russia. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi.”

La strategia della “sovranità digitale” russa

Questo blocco si inserisce nel contesto della strategia di “sovranità digitale” del Cremlino, un piano volto a ridurre la dipendenza da piattaforme straniere e a consolidare il controllo governativo su internet. Mosca sta promuovendo attivamente MAX, una nuova app di messaggistica lanciata dal gruppo tecnologico VK, che combina funzioni di messaggistica con servizi governativi, operazioni bancarie e archiviazione di documenti.

MAX è modellato sulla piattaforma cinese WeChat e rappresenta lo strumento principale attraverso il quale il Cremlino intende controllare le comunicazioni dei cittadini. Secondo i critici, MAX funziona come uno strumento di sorveglianza in grado di monitorare le attività degli utenti in tempo reale, fornendo alle autorità accesso immediato ai dati personali.

Le differenze cruciali tra WhatsApp e le app statali

La distinzione fondamentale risiede nella crittografia end-to-end. WhatsApp utilizza questo sistema avanzato, che significa che i messaggi sono protetti in modo che nemmeno Meta possa leggerli. Le app statali come MAX, invece, non offrono questa protezione. Questo consente alle autorità russe di accedere ai contenuti delle comunicazioni in tempo reale, compromettendo completamente la privacy degli utenti.

Gli esperti di sicurezza informatica avvertono che questo passaggio alle app controllate dallo Stato comporta rischi significativi: i messaggi intercettati potrebbero essere utilizzati contro i dissidenti, gli attacchi di phishing potrebbero sfruttare app non verificate, e i dati personali potrebbero essere esposti a violazioni della sicurezza da parte di attori malevoli.

Un pattern di repressione digitale

Il blocco di WhatsApp non è un evento isolato. Telegram, un altro popolare servizio di messaggistica crittografato, sta affrontando limitazioni parallele, con Roskomnadzor che ha pianificato restrizioni di accesso. In passato, la Russia ha bloccato anche Signal e FaceTime, segnalando un pattern chiaro di isolamento dei servizi di comunicazione stranieri.

Human Rights Watch ha documentato come l’arsenale legale russo in espansione mira a isolare il segmento internet del Paese dal resto del mondo. Sebbene l’uso di VPN sia aumentato tra gli utenti russi, le autorità stanno iniziando a limitare anche questi strumenti, complicando ulteriormente le opzioni per la circumvention sicura.

La risposta del Cremlino

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che WhatsApp potrebbe essere sbloccata solo se Meta dimostrerà di rispettare le leggi russe e di essere disponibile al dialogo con le autorità. Peskov ha inquadrato la questione come una questione di conformità normativa piuttosto che di censura politica, affermando che WhatsApp è stata bloccata a causa della mancata adesione alla “norma e lettera” della legge russa.

Tuttavia, Meta ha fermamente rifiutato questa narrativa, insistendo che l’azienda continuerà a combattere per mantenere WhatsApp accessibile in Russia e a dare priorità all’accesso crittografato.

Implicazioni per i 97-100 milioni di utenti russi

Per i milioni di russi che dipendono da WhatsApp, le conseguenze sono serie. Senza accesso a una messaggistica sicura e crittografata, gli utenti affrontano rischi elevati: chat intercettate, vulnerabilità a phishing attraverso app non verificate, e perdita totale della privacy nelle comunicazioni personali.

Gli esperti consigliano a chi riesce ancora ad accedere a WhatsApp di implementare autenticazione a più fattori e di cercare alternative crittografate, sebbene le opzioni si stiano riducendo rapidamente nel contesto russo. L’uso di VPN rimane una soluzione, ma la sua stessa accessibilità è sotto minaccia.

Technical Deep Dive

Per gli utenti più esperti, è importante comprendere i meccanismi tecnici dietro questo blocco. Roskomnadzor utilizza diverse tecniche per limitare l’accesso a WhatsApp:

Deep Packet Inspection (DPI): L’autorità russa implementa sistemi DPI avanzati che analizzano il traffico di rete in tempo reale, identificando e bloccando i pacchetti associati ai server di WhatsApp. Questo approccio è particolarmente efficace perché non si limita al blocco dei DNS, ma intercetta il traffico a livello di protocollo.

BGP Hijacking e IP Blocking: Roskomnadzor ha rimosso WhatsApp dalla directory nazionale online, il che implica il blocco dei range di indirizzi IP associati ai server di Meta. Questo metodo è efficace nel prevenire l’accesso diretto ai servizi senza intermediari.

SSL/TLS Inspection: Sebbene WhatsApp utilizzi crittografia end-to-end per i messaggi, le connessioni iniziali ai server di WhatsApp possono essere ispezionate a livello di certificato SSL/TLS, consentendo alle autorità di identificare e bloccare le connessioni in base ai certificati utilizzati.

Throttling Selettivo: Anziché un blocco totale, Roskomnadzor può implementare throttling selettivo, riducendo la velocità di connessione ai server di WhatsApp fino a renderla praticamente inutilizzabile. Questo approccio è meno evidente di un blocco completo ma altrettanto efficace.

Per quanto riguarda le contromisure, gli utenti tecnici possono considerare:

  • VPN con obfuscation: Servizi VPN che offuscano il traffico per nascondere il fatto che stai utilizzando una VPN. Tuttavia, le autorità russe stanno iniziando a limitare anche questi.
  • Proxy chains: Utilizzo di più proxy in cascata per nascondere l’origine del traffico.
  • Tor network: Sebbene più lento, Tor offre un livello superiore di anonimato e circumvention.
  • Protocol switching: Alcuni servizi VPN avanzati cambiano protocollo dinamicamente per evitare il rilevamento.

Tuttavia, è importante notare che le autorità russe stanno escalando continuamente le loro capacità di blocco, rendendo ogni soluzione tecnica temporaneamente efficace prima che venga contrastata. La situazione riflette una tendenza globale più ampia verso la frammentazione di internet e il controllo autoritario sulla comunicazione digitale.

Fonte: https://cybersecuritynews.com/russia-blocked-whatsapp/

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