Rainbow Six Siege è stato teatro di una massiccia violazione di sicurezza che ha regalato a migliaia di giocatori miliardi di crediti R6, sbloccando skin esclusive e oggetti rari. Soluzione immediata: modifica la password del tuo account Ubisoft, abilita l’autenticazione a due fattori (2FA) e controlla le transazioni in-game per attività insolite. Ubisoft ha disattivato i server per indagare e sta preparando un rollback completo per ripristinare l’equilibrio.
Questo caos ha travolto la community: account riempiti di crediti infiniti, ban casuali visualizzati nel ticker di moderazione e persino skin riservate agli sviluppatori apparse negli inventari. I giocatori hanno iniziato a spendere freneticamente questi crediti, svuotando il negozio digitale e raggiungendo un valore stimato di oltre 13 milioni di dollari. L’azienda ha rassicurato che nessuno verrà bannato per aver utilizzato i crediti ottenuti durante l’incidente, ma ha confermato l’avvio di procedure di ripristino per annullare tutte le transazioni sospette dal momento dell’attacco.
I server sono offline da giorni, con Ubisoft al lavoro per sigillare le vulnerabilità e riportare il gioco online in sicurezza. Molti utenti hanno segnalato manipolazioni estreme, come punti Fama illimitati, Alpha Pack in quantità enormi e alterazioni nei progressi personali. Nonostante il panico iniziale, l’azienda sta gestendo la situazione con trasparenza sui canali social ufficiali, promettendo aggiornamenti regolari.
La violazione ha esposto debolezze nell’economia digitale del gioco, evidenziando rischi per l’intero ecosistema Ubisoft. Giocatori e streamer famosi inclusi hanno visto i propri account compromessi, con effetti a catena che hanno richiesto un intervento drástico. Rimani aggiornato tramite i canali ufficiali per evitare truffe o ulteriori exploit.
Approfondimento tecnico
L’attacco ha coinvolto quattro gruppi hacker distinti, secondo analisi di esperti in cybersecurity. Uno si è concentrato sulla manipolazione in-game, alterando il ticker dei ban con messaggi falsi e distribuendo crediti su scala globale. Un altro gruppo rivendica l’accesso ai codici sorgente completi di Ubisoft, risalenti agli anni ’90, minacciando leak massivi. Un terzo collettivo ha puntato all’estorsione, sostenendo di possedere dati sensibili degli utenti per richieste di riscatto.
Tecnicamente, la breccia sfrutta vulnerabilità come MongoBleed, un bug critico nei database MongoDB con permessi mal configurati. Questo permette accesso remoto non autorizzato alla memoria dei server, estraendo credenziali, chiavi di autenticazione e dati hashed come password e statistiche di gioco. Se queste credenziali sono riutilizzate su altri servizi, il rischio di cracking aumenta esponenzialmente tramite attacchi di dizionario o rainbow table.
Gli hacker hanno preso il controllo delle funzioni di moderazione, sospendendo e riabilitando account a piacimento, e manipolato l’economia virtuale accreditando circa 2 miliardi di R6 Credits a ogni utente connesso. Il valore economico è impressionante: a prezzi correnti, equivale a 13,33 milioni di dollari, con sblocco di item cosmetici esclusivi come la skin Glacier, riservata al team di sviluppo.
Ubisoft ha negato fughe massive di dati personali, ma raccomanda vivamente di verificare esposizioni passate con tool come Have I Been Pwned. Per la sicurezza avanzata, considera l’uso di password manager, generazione di chiavi uniche per ogni servizio e monitoraggio continuo tramite API di breach notification. In contesti enterprise, implementa segmentazione di rete, audit regolari su MongoDB e hardening dei permessi con least privilege principle.
Storicamente, Rainbow Six Siege ha subito attacchi simili, inclusi DDoS che portarono a cause legali da parte di Ubisoft. Questa violazione non è isolata: evidenzia pattern ricorrenti nelle infrastrutture di gaming online, dove economie virtuali diventano bersagli per disruption e profitto. Per mitigare, gli sviluppatori dovrebbero adottare zero-trust architecture, crittografia end-to-end per transazioni in-game e simulazioni di breach regolari.
Nel frattempo, la community discute su forum e social di potenziali impatti a lungo termine, come squilibri persistenti post-rollback o perdita di fiducia. Esperti prevedono che Ubisoft rafforzerà i protocolli di sicurezza, potenzialmente introducendo nuovi sistemi anti-cheat e verifiche biometriche opzionali. Per i giocatori tecnici, monitora i log di accesso via Ubisoft Connect e usa VPN per sessioni sensibili.
Questa vicenda serve da campanello d’allarme per l’industria: le economie digitali valgono miliardi e richiedono difese multilayer. Resta vigile, aggiorna software e segui best practice per navigare in sicurezza questo panorama in evoluzione.





