Nuova vulnerabilità nelle eSIM: come funziona l’attacco che mette a rischio milioni di dispositivi e cosa fare per proteggersi
Recenti ricerche hanno portato alla luce una vulnerabilità critica nelle implementazioni del GSMA TS.48 Generic Test Profile, un componente usato ampiamente nell’industria delle eSIM per i test di conformità radio fino alla versione 6.0. Il problema, potenzialmente devastante, consente agli attaccanti che riescono ad accedere fisicamente a uno smartphone o dispositivo dotato di eSIM di clonare il profilo eSIM o installare app dannose, compromettendo così sia la sicurezza sia la privacy dell’utente.
Cos’è una eSIM e perché è importante proteggerla
La eSIM (embedded SIM) è una SIM digitale incorporata direttamente nel dispositivo — che sia smartphone, tablet, orologio smart o laptop — e offre evidenti vantaggi: nessuna necessità di SIM fisica, facilità di cambio operatore, possibilità di avere più profili attivi e maggiore robustezza fisica rispetto alla classica SIM.
Tuttavia, proprio per la sua natura integrata e meno accessibile dall’esterno, una compromissione della eSIM può essere ancora più pericolosa: un attaccante potrebbe replicare perfettamente la SIM digitale, accedere alle reti mobili, spiare le comunicazioni e impersonare l’utente con estrema discrezione.
Dettagli della vulnerabilità: come funziona l’attacco
Questa falla riguarda il cosiddetto GSMA TS.48 Generic Test Profile. Si tratta di un profilo di test sviluppato per laboratori di certificazione e usato in ambienti controllati, pensato solo per la validazione dei dispositivi: di conseguenza, include chiavi note pubblicamente.
Il problema nasce quando queste chiavi rimangono in dispositivi distribuiti sul mercato o non vengono sostituite durante la produzione: un attaccante con accesso fisico (basta qualche minuto col dispositivo in mano) può:
- Attivare il profilo di test vulnerabile
- Sfruttare le chiavi pubbliche e prevedibili per caricare applet JavaCard, di fatto bypassando i controlli di sicurezza
- Installare così app dannose sulla eSIM, o perfino clonare il profilo digitale, ottenendo credenziali e accessi alla rete mobile dell’utente
Questo rende possibile:
- Intercettazione di comunicazioni (SMS, chiamate, traffico dati)
- Impersonificazione totale dell’utente sulla rete mobile
- Manipolazione delle impostazioni della eSIM o cancellazione/attivazione di profili a piacimento
- Potenziali attacchi mirati a reti aziendali tramite furto d’identità digitale
A differenza dei classici attacchi via SIM fisica, la stealthiness dell’operazione con eSIM (nessun bisogno di estrarre nulla o lasciare segni visibili) aumenta notevolmente i rischi.
Quali dispositivi sono a rischio
Non tutti i dispositivi con eSIM sono necessariamente vulnerabili: il rischio si presenta solo dove il profilo GSMA TS.48 (versione 6.0 o precedente) è stato installato e non sostituito da chiavi sicure o non rimosso dopo i test. Tuttavia, dispositivi di diversi produttori potrebbero esserne esposti, soprattutto quelli non aggiornati o provenienti da realtà che non seguono i corretti processi di produzione e sicurezza.
Perché questa vulnerabilità è grave
- Accesso fisico: anche se richiede il possesso temporaneo del dispositivo, le tempistiche possono essere brevi e l’operazione difficilmente individuabile
- Chiavi pubbliche: l’uso di chiavi non randomizzate è un errore di sicurezza concettuale che vanifica i meccanismi di autenticazione
- Conseguenze pesanti: una volta compromessa la eSIM, tutti i dati e le comunicazioni attraverso essa possono essere intercettati o manipolati
- Difficile individuazione: essendo le eSIM integrate, l’utente difficilmente si accorge della compromissione, a meno di sintomi evidenti (es. esclusione dalla rete, messaggi sospetti, ecc.)
Cosa possono fare aziende e utenti per proteggersi
Per i produttori e operatori:
- Verificare che nessun dispositivo in produzione o distribuito monti ancora il profilo di test GSMA TS.48 o versioni vulnerabili
- Assicurarsi che tutte le chiavi usate siano randomizzate e sicure
- Eseguire controlli di sicurezza periodici via aggiornamenti software/firmware
- Formare il personale e informare i clienti dei rischi connessi all’uso improprio di profili di test
Per gli utenti:
- Tenere sempre aggiornato il dispositivo e installare tutte le patch di sicurezza rilasciate dal produttore
- Non lasciare mai incustodito il telefono o altri device dotati di eSIM
- Sospettare di comportamenti anomali del proprio dispositivo (es. problemi di rete, nuove notifiche di attivazione profili o richieste sospette)
- Preferire dispositivi acquistati da canali ufficiali e diffidare del mercato parallelo
- Se si gestiscono identità aziendali o dati sensibili tramite eSIM, valutare strumenti di Mobile Threat Defense (MDM) e controlli di integrità
- In caso di sospetta compromissione, cambiare credenziali e contattare immediatamente l’operatore per rigenerare il profilo eSIM
Suggerimenti pratici e consigli aggiuntivi
- Richiedi informazioni al tuo operatore: chiedi esplicitamente se il dispositivo o la eSIM usano profili di test o versioni vulnerabili, specie se hai acquistato all’estero o da fornitori non tradizionali.
- Evita il root o il jailbreak: dispositivi sbloccati sono più vulnerabili a manipolazioni software e potrebbero facilitare l’exploit anche senza accesso fisico prolungato.
- Abilita la cifratura completa del dispositivo: non previene l’hack della eSIM, ma protegge i dati in caso il device venga rubato per fini malevoli.
- Controlla regolarmente la lista dei profili eSIM attivi: eventuali profili non riconosciuti dovrebbero essere cancellati e segnalati.
- Aggiorna regolarmente le app di gestione eSIM: molti produttori hanno un’app proprietaria per la gestione delle SIM digitali, spesso aggiornata con patch di sicurezza.
- Notifica attività sospette al produttore: qualora notassi anomalie (es. profilazione sconosciuta, perdita di connettività), segnala tempestivamente.
- Formazione sulla sicurezza mobile: in aziende con molti dispositivi eSIM, organizza sessioni di formazione per gli utenti finali sull’importanza di non lasciare mai incustoditi i device e di segnalare subito eventuali comportamenti anomali.
Gli scenari futuri e l’importanza della sicurezza by design
Questa vulnerabilità mette in evidenza un problema di fondo: la sicurezza “by design” nelle nuove tecnologie è spesso sacrificata a favore della velocità di adozione o dei bassi costi di produzione. La gestione errata delle chiavi in ambienti di test, la mancata dismissione dei profili vulnerabili o la superficialità nella catena di fornitura possono esporre a rischi potenzialmente enormi.
- Le eSIM rappresentano il futuro della connettività personale, ma richiedono un salto di qualità nella gestione della sicurezza a tutti i livelli: progettazione, produzione, distribuzione e uso quotidiano.
- Le aziende devono pretendere audit di sicurezza e report di conformità dagli OEM (Original Equipment Manufacturer).
- Gli utenti devono abituarsi a una gestione più attenta della propria identità digitale mobile.
La scoperta di questa vulnerabilità conferma come anche le tecnologie più moderne e percepite come “sicure” siano esposte a rischi imprevisti, spesso dovuti a errori di progettazione o di processo. La collaborazione tra industria, operatori, produttori e utenti è essenziale per individuare rapidamente le minacce e minimizzare i danni. La sicurezza della eSIM deve diventare una priorità assoluta sia per chi produce sia per chi utilizza questi dispositivi, pena la compromissione di dati personali, identità digitali e infrastrutture aziendali sempre più interconnesse.





