Victoria's Secret chiude il sito web dopo un grave incidente di sicurezza informatica

Victoria’s Secret chiude il sito web dopo un grave incidente di sicurezza informatica

L’attacco a Victoria’s Secret: quando la cybersecurity diventa un problema anche per la moda

Il 28 maggio 2025, Victoria’s Secret, uno dei più importanti brand di lingerie al mondo, ha improvvisamente disattivato il proprio sito web statunitense e sospeso alcuni servizi nei negozi fisici a seguito di quello che l’azienda ha definito un “incidente di sicurezza”. Il colosso della moda intima, con sede in Ohio, non ha fornito dettagli specifici sulla natura dell’attacco, ma la gravità della situazione è evidenziata dalla decisione drastica di disconnettere completamente la propria presenza online.

Al posto del consueto sito di e-commerce, i visitatori hanno trovato un messaggio su sfondo rosa che recitava: “Gentile cliente, abbiamo identificato e stiamo adottando misure per affrontare un incidente di sicurezza. Abbiamo disattivato il nostro sito web e alcuni servizi in negozio come precauzione. Il nostro team sta lavorando incessantemente per ripristinare completamente le operazioni. Apprezziamo la vostra pazienza durante questo processo.”

Mentre i negozi fisici Victoria’s Secret e PINK rimangono aperti, l’azienda ha confermato che anche alcuni servizi in-store sono stati temporaneamente sospesi, insieme al servizio clienti che risulta offline.

Cronologia dell’incidente e prime reazioni

Sebbene la maggior parte delle notizie riguardanti la disattivazione del sito web siano emerse mercoledì 28 maggio, quando l’azienda ha condiviso un aggiornamento sui social media, numerosi clienti hanno riferito di aver riscontrato problemi già all’inizio della settimana, alcuni addirittura a partire da lunedì. Questo suggerisce che l’incidente potrebbe essere stato identificato giorni prima dell’annuncio ufficiale.

Un portavoce di Victoria’s Secret ha dichiarato: “Abbiamo immediatamente attivato i nostri protocolli di risposta, coinvolto esperti di terze parti e, come precauzione, disattivato il nostro sito web e alcuni servizi nei negozi. Stiamo lavorando per ripristinare rapidamente e in sicurezza le nostre operazioni.”

L’azienda ha esteso la finestra di restituzione negli Stati Uniti di ulteriori 30 giorni e ha prolungato il periodo di validità dei coupon scaduti durante l’interruzione del servizio fino alla domenica successiva. Inoltre, ha confermato che gli ordini effettuati prima di lunedì sono stati influenzati dall’incidente e che sta lavorando per evaderli. I clienti riceveranno un’email di conferma con le informazioni di tracciamento una volta spedito l’ordine.

La dimensione dell’attacco e il possibile impatto

Victoria’s Secret gestisce circa 1.380 negozi al dettaglio in quasi 70 paesi e ha registrato un fatturato annuo di 6,23 miliardi di dollari per l’anno fiscale conclusosi il 1° febbraio 2025. L’impatto potenziale di questo incidente di sicurezza è quindi considerevole, non solo in termini di perdite dirette di vendite online, ma anche per quanto riguarda la reputazione del marchio e la fiducia dei clienti.

Sebbene l’azienda non abbia confermato direttamente se si trattasse di un attacco informatico o ransomware, esperti del settore suggeriscono che interruzioni di questo tipo sono tipicamente il risultato di attacchi ransomware. In tali scenari, gli aggressori crittografano i dati dell’azienda e richiedono un pagamento per ripristinarli.

Un trend preoccupante nel settore retail

L’incidente che ha colpito Victoria’s Secret si inserisce in un contesto più ampio di crescenti attacchi informatici contro importanti rivenditori. Solo poche settimane prima, Adidas ha rivelato un incidente informatico in cui hacker hanno avuto accesso a un “fornitore di servizi clienti di terze parti” e rubato le informazioni di contatto dei clienti che avevano contattato l’help desk.

Ancora più recentemente, i rivenditori britannici Co-op, Harrods e Marks & Spencer (M&S) sono stati presi di mira dal gruppo ransomware DragonForce. L’attacco a M&S ha comportato il furto di dati e potrebbe costare al rivenditore circa 400 milioni di dollari.

All’inizio di maggio 2025, Google ha avvertito che il gruppo di hacker responsabile dei recenti attacchi informatici ai rivenditori britannici sta ora rivolgendo la propria attenzione alle aziende statunitensi. John Hultquist, analista capo del Google Threat Intelligence Group, ha lanciato un allarme sui social media: “Rivenditori statunitensi, alzate le difese. Sono qui.”

Misure di sicurezza e raccomandazioni per il settore retail

Questo incidente evidenzia l’importanza cruciale della sicurezza informatica per le aziende retail, specialmente quelle con una forte presenza online. Ecco alcune raccomandazioni fondamentali per migliorare la postura di sicurezza:

Implementare una strategia di sicurezza multilivello

Le aziende dovrebbero adottare un approccio di difesa in profondità, implementando più livelli di controlli di sicurezza in tutta l’infrastruttura IT. Questo include:

  • Protezione perimetrale: Firewall di nuova generazione, sistemi di rilevamento e prevenzione delle intrusioni (IDS/IPS).
  • Sicurezza degli endpoint: Soluzioni antimalware avanzate, EDR (Endpoint Detection and Response).
  • Protezione delle applicazioni web: WAF (Web Application Firewall), sistemi anti-bot e protezioni contro gli attacchi DDoS.
  • Segmentazione della rete: Dividere la rete in zone isolate per limitare la propagazione laterale in caso di compromissione.

Sviluppare solidi piani di risposta agli incidenti

Ogni azienda retail dovrebbe disporre di un piano di risposta agli incidenti ben documentato e regolarmente testato. Questo piano dovrebbe includere:

  • Procedure chiare per l’identificazione, il contenimento, l’eradicazione e il recupero dagli incidenti.
  • Ruoli e responsabilità ben definiti per il team di risposta.
  • Strategie di comunicazione interna ed esterna.
  • Accordi preliminari con esperti forensi esterni e consulenti legali.
  • Esercitazioni regolari di simulazione degli incidenti.

Gestire efficacemente le terze parti

Considerando che molti incidenti recenti hanno coinvolto fornitori terzi, è essenziale:

  • Condurre valutazioni di sicurezza approfondite prima di stipulare contratti con nuovi fornitori.
  • Includere requisiti di sicurezza specifici negli accordi contrattuali.
  • Monitorare continuamente la postura di sicurezza dei fornitori critici.
  • Limitare l’accesso dei fornitori solo ai sistemi e ai dati strettamente necessari.

Formare il personale sulla sicurezza informatica

I dipendenti rappresentano spesso il primo punto di ingresso per gli attacchi. Un programma di formazione completo dovrebbe includere:

  • Sensibilizzazione sul phishing e altre tecniche di ingegneria sociale.
  • Procedure per la segnalazione di incidenti sospetti.
  • Pratiche di gestione sicura delle password e autenticazione a più fattori.
  • Formazione specifica per i ruoli con accesso a dati sensibili o sistemi critici.

Lezioni da apprendere dall’incidente Victoria’s Secret

L’approccio di Victoria’s Secret di disconnettere proattivamente i sistemi come misura precauzionale, sebbene drastico, potrebbe aver limitato l’impatto dell’incidente. Questo evidenzia l’importanza di:

  1. Rilevamento precoce: Investire in tecnologie di rilevamento avanzate per identificare rapidamente comportamenti anomali o intrusioni.
  2. Capacità di isolamento rapido: Sviluppare la capacità di isolare rapidamente i sistemi compromessi per prevenire la diffusione dell’attacco.
  3. Trasparenza con i clienti: Victoria’s Secret ha comunicato pubblicamente l’incidente, sebbene con dettagli limitati. La trasparenza aiuta a mantenere la fiducia dei clienti anche durante gli incidenti.
  4. Resilienza operativa: L’azienda è stata in grado di mantenere operative le vendite nei negozi fisici, dimostrando l’importanza di avere canali di business disgiunti che possano continuare a funzionare anche quando altri sono compromessi.

Implicazioni per la protezione dei dati dei clienti

Uno degli aspetti più preoccupanti di questo tipo di incidenti è il potenziale impatto sui dati dei clienti. Victoria’s Secret, come molti rivenditori online, conserva informazioni sensibili tra cui:

  • Dettagli di pagamento e carte di credito
  • Indirizzi di spedizione e fatturazione
  • Cronologia degli acquisti
  • Preferenze personali
  • Credenziali di accesso

In caso di violazione dei dati, queste informazioni potrebbero essere esposte, portando a rischi di furto d’identità, frodi finanziarie o attacchi di phishing mirati. Pertanto, è fondamentale che le aziende retail implementino robuste misure di protezione dei dati, tra cui:

  • Crittografia dei dati sensibili sia a riposo che in transito
  • Tokenizzazione delle informazioni di pagamento
  • Implementazione del principio del minimo privilegio per l’accesso ai dati
  • Monitoraggio continuo degli accessi ai database contenenti informazioni dei clienti
  • Politiche di conservazione dei dati che limitano la quantità di informazioni storiche archiviate

Il costo degli attacchi informatici nel retail

Gli attacchi informatici nel settore retail comportano costi significativi e multidimensionali:

Costi diretti

  • Perdita di vendite durante l’interruzione del servizio
  • Spese per l’indagine forense e la risposta all’incidente
  • Costi di ripristino dei sistemi e dei dati
  • Potenziali pagamenti di riscatto (in caso di ransomware)
  • Spese legali e di notifica in caso di violazione dei dati

Costi indiretti

  • Danno reputazionale e perdita di fiducia dei clienti
  • Riduzione del valore del marchio
  • Diminuzione del prezzo delle azioni per le aziende quotate
  • Costi a lungo termine per migliorare la sicurezza
  • Possibile perdita di vantaggi competitivi se vengono rubati dati proprietari

Nel caso di Victoria’s Secret, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di dollari, anche pochi giorni di interruzione del sito web possono tradursi in milioni di dollari di vendite perse, senza contare i potenziali costi di ripristino e gli impatti a lungo termine sulla fiducia dei clienti.

Verso un futuro più sicuro per l’e-commerce

Guardando al futuro, le aziende retail dovrebbero considerare l’adozione di tecnologie emergenti per rafforzare la loro postura di sicurezza:

  • Intelligenza artificiale e machine learning per il rilevamento delle anomalie e la risposta automatizzata alle minacce.
  • Tecnologie Zero Trust che richiedono la verifica continua di ogni utente e dispositivo, indipendentemente dalla loro posizione nella rete.
  • Analisi comportamentale per identificare attività sospette basate su deviazioni dai modelli di comportamento normali.
  • Sandboxing avanzato per testare file e applicazioni sospette in ambienti isolati prima di consentirne l’accesso alla rete aziendale.
  • Automazione della sicurezza per accelerare la risposta agli incidenti e ridurre il tempo necessario per contenere le minacce.

L’incidente di sicurezza che ha colpito Victoria’s Secret rappresenta un chiaro promemoria della crescente minaccia degli attacchi informatici nel settore retail. In un’epoca in cui l’e-commerce è diventato fondamentale per il successo commerciale, la sicurezza informatica non può più essere considerata semplicemente un costo operativo, ma deve essere vista come un investimento strategico essenziale.

Le aziende retail devono adottare un approccio proattivo alla cybersecurity, implementando soluzioni robuste, formando il personale, sviluppando piani di risposta agli incidenti efficaci e collaborando con esperti del settore. Solo attraverso un impegno continuo e globale per la sicurezza, i rivenditori possono proteggersi efficacemente contro la crescente sofisticazione e frequenza degli attacchi informatici.

Nel frattempo, i clienti di Victoria’s Secret e di altri rivenditori online dovrebbero restare vigili, monitorare attentamente le proprie informazioni finanziarie per eventuali attività sospette e adottare buone pratiche di sicurezza, come l’utilizzo di password uniche e complesse e l’attivazione dell’autenticazione a due fattori ove possibile.

La sicurezza informatica è una responsabilità condivisa, e solo attraverso gli sforzi combinati di aziende, clienti e autorità di regolamentazione possiamo creare un ecosistema di e-commerce più sicuro per tutti.

Fonte: https://www.redhotcyber.com/post/anche-gli-hacker-amano-il-rosa-victorias-secret-chiude-online-dopo-lattacco-informatico

Torna in alto