Signal blocca l’Intelligenza Artificiale di Windows Recall per difendere la privacy degli utenti

Signal blocca l’Intelligenza Artificiale di Windows Recall per difendere la privacy degli utenti

Signal difende la privacy degli utenti: come e perché blocca Windows Recall

In un contesto in cui la privacy digitale è sempre più sotto assedio e le AI integrate nei sistemi operativi raccolgono quantità crescenti di dati, Signal, una delle piattaforme più note per la messaggistica sicura, ha preso posizione contro una funzionalità controversa di Windows 11: Recall. L’azienda ha annunciato l’introduzione di una funzione che impedisce a questa intelligenza artificiale di catturare screenshot delle conversazioni degli utenti, rafforzando così la protezione della riservatezza nelle comunicazioni digitali.

Cos’è Windows Recall e perché preoccupa

Recall è una funzione lanciata da Microsoft nel 2024 per i PC Copilot+ che consente all’intelligenza artificiale del sistema operativo di effettuare ricerche approfondite all’interno delle attività passate dell’utente tramite la cattura automatica di screenshot dell’attività sullo schermo. In pratica, Recall memorizza in modo continuo le schermate di ciò che accade sul PC per permettere, tramite AI, di “ricordare” e recuperare informazioni o conversazioni di qualsiasi app o servizio.

Se da un lato questa funzione promette maggiore produttività e comodità, dall’altro solleva enormi interrogativi sulla privacy, specialmente se consideriamo applicazioni che, come Signal, si fondano proprio sulla protezione delle comunicazioni. Che senso ha infatti una chat crittografata se un’app esterna può fotografare ogni schermata e renderla disponibile a un’altra intelligenza artificiale?

La risposta di Signal: tecnologia a tutela della privacy

Da maggio 2025, Signal ha introdotto nei propri client Windows 11 una novità: la “protezione dello schermo” (screen security) attiva di default. Con questa misura, l’app blocca la possibilità per il sistema operativo — e dunque anche per Recall — di acquisire screenshot dei contenuti delle chat. La soluzione tecnica si ispira ai sistemi DRM già impiegati da piattaforme come Netflix, che impediscono lo screenshot di contenuti protetti, ma applicata alla messaggistica sicura.

Questo blocco è stato necessario perché Microsoft, pur consentendo l’esclusione manuale di specifiche app da Recall, non offre strumenti sufficientemente chiari, automatici e granulari agli sviluppatori per impedire l’accesso ai dati sensibili delle proprie applicazioni.

Implicazioni e limiti della scelta

Signal riconosce che questa impostazione comporta anche alcuni svantaggi. Ad esempio, potrebbero esserci legittimi casi d’uso in cui un utente desidera o deve catturare uno screenshot di una conversazione — per segnalare un abuso, fornire prove, documentare problemi tecnici. Tuttavia, dati i rischi connessi all’inclusione involontaria di dati sensibili in database facilmente accessibili dall’AI di sistema, la società ha ritenuto prioritario garantire prima di tutto la riservatezza degli utenti.

Inoltre, questa funzione può interferire con alcuni strumenti di accessibilità, come i lettori di schermo per non vedenti, poiché il livello di protezione impedisce anche a questi software di accedere visivamente ai contenuti dell’app. Signal, tuttavia, sottolinea che la responsabilità ultima di offrire meccanismi di esenzione e strumenti più efficaci dovrebbe spettare al produttore del sistema operativo, ovvero Microsoft.

Il precedente: la gestione della privacy nei sistemi operativi

Microsoft già esclude — almeno di default — alcune tipologie di attività, come la navigazione privata nei browser, dal tracciamento e dalla memorizzazione tramite Recall. È inoltre possibile, nelle impostazioni di Copilot+ PC, escludere manualmente alcune app dalla cattura di screenshot. Tuttavia, questa soluzione è poco conosciuta, non semplice da configurare e, soprattutto, rimette la responsabilità nelle mani dell’utente finale, che spesso non ha conoscenza tecnica o consapevolezza dei rischi effettivi.

Signal ribadisce quindi la necessità di strumenti chiari, trasparenti e accessibili agli sviluppatori di terze parti, affinché possano proteggere proattivamente i propri utenti dalle intrusioni non intenzionali dell’AI di sistema.

Perché la privacy è un valore fondamentale nelle chat sicure

Signal nasce con l’obiettivo di garantire comunicazioni riservate, protette da crittografia end-to-end. Questa garanzia si basa sul presupposto che nessun intermediario — nemmeno l’operatore della piattaforma — possa accedere ai contenuti scambiati tra gli utenti. Se però il sistema operativo che esegue l’applicazione può registrare e catalogare ogni schermata, questa promessa di riservatezza rischia di essere vanificata.

Basta una vulnerabilità di sicurezza o un accesso non autorizzato al database delle schermate per mettere a rischio dati sensibili, informazioni private o conversazioni delicate, con potenziali conseguenze legali, reputazionali e personali enormi.

Consigli pratici per proteggere la propria privacy digitale

Di fronte a queste sfide, è fondamentale adottare abitudini e accorgimenti consapevoli nell’uso degli strumenti digitali. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Aggiorna sempre le app e il sistema operativo: le misure di protezione vengono migliorate costantemente. Assicurati di avere attivata l’ultima versione di Signal e delle relative funzionalità di sicurezza.
  • Verifica le impostazioni di privacy di Windows 11: visita la sezione dedicata alle funzionalità Copilot+ e Recall nelle impostazioni del PC e, dove possibile, escludi le app più sensibili, in particolare quelle dedicate a conversazioni private, home banking, lavoro e salute.
  • Fai attenzione alle autorizzazioni delle app: assicurati che nessuna applicazione terza abbia accesso non necessario a schermate o dati sensibili.
  • Comunica ai tuoi contatti le nuove misure: informare amici, colleghi e familiari sulla possibilità che le loro conversazioni possano essere archiviate da funzioni di sistema è buona prassi per una privacy condivisa.
  • Prediligi piattaforme trasparenti: scegli strumenti e servizi open source e con una reputazione consolidata nella tutela della privacy.
  • Consulta periodicamente le notifiche di sicurezza delle app: molte piattaforme, come Signal, informano tempestivamente gli utenti su cambiamenti importanti nel funzionamento delle funzionalità di sicurezza.

Verso una regolamentazione più chiara

Il caso di Signal vs Recall solleva la necessità di una riflessione più ampia sul ruolo degli sviluppatori di sistemi operativi nel proteggere — e non minare — la privacy delle app di terze parti. È auspicabile che i produttori come Microsoft mettano a disposizione API chiare e strumenti semplici, che permettano agli sviluppatori di escludere nativamente le proprie applicazioni da meccanismi di monitoraggio come Recall.

In assenza di regolamentazioni specifiche o standard condivisi, il rischio è che la riservatezza promessa da soluzioni di crittografia end-to-end venga compromessa dai livelli inferiori della catena tecnologica, rendendo inefficaci anche i sistemi più avanzati.

La battaglia ingaggiata da Signal per mantenere la privacy delle comunicazioni dei propri utenti rappresenta un precedente importante nella dialettica tra produttori di sistemi operativi e sviluppatori di applicazioni sensibili. L’introduzione della funzione di blocco degli screenshot su Windows 11 evidenzia sia la vulnerabilità dei nostri dati nelle mani dell’intelligenza artificiale di sistema, sia la necessità di un impegno costante per rafforzare i diritti digitali dei cittadini.

In attesa di normative più stringenti e di strumenti tecnici più sofisticati, la responsabilità ricade sia sui produttori di software che sugli utenti: la consapevolezza digitale e la scelta di soluzioni attente alla privacy restano le armi principali per difendere le proprie informazioni nell’era dell’intelligenza artificiale diffusa.

Fonte: https://www.federprivacy.org/informazione/societa/la-piattaforma-di-messaggistica-signal-blocca-l-intelligenza-artificiale-di-windows-per-tutelare-la-privacy-degli-utent

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