WhatsApp ha introdotto le impostazioni restrittive dell’account, una funzione di sicurezza avanzata che blocca messaggi, file e chiamate da sconosciuti, ideale per chi vuole conversazioni private e sicure.
Questa novità, pensata soprattutto per giornalisti, personaggi pubblici e utenti esposti a minacce digitali, si attiva con pochi clic e limita le funzionalità dell’app per ridurre i rischi. Per attivarla subito: vai su Impostazioni > Privacy > Avanzate e seleziona l’opzione dedicata. In questo modo, proteggi i tuoi dati da spyware e attacchi sofisticati senza complicazioni.
I vantaggi delle impostazioni restrittive
Le impostazioni restrittive dell’account rappresentano un livello di protezione aggiuntivo rispetto alla crittografia end-to-end standard di WhatsApp. Una volta attivate, l’app adotta automaticamente le configurazioni più sicure, bloccando:
- Messaggi, foto, video, GIF e allegati da numeri non salvati in rubrica.
- Anteprime di link esterni, che spesso nascondono phishing o malware.
- Chiamate da sconosciuti, silenziate per evitare interruzioni e rischi.
- Esposizione dell’indirizzo IP durante le chiamate, grazie a server proprietari che filtrano il traffico.
Queste restrizioni prevengono gli exploit zero-click, attacchi che infettano il dispositivo solo visualizzando un contenuto, senza bisogno di clic. Sono particolarmente utili nell’era dell’AI agentica e delle minacce evolute, come quelle viste con spyware avanzati che colpiscono smartphone di figure pubbliche.
Inoltre, la funzione rafforza altre opzioni di privacy già presenti, come il blocco dei messaggi da sconosciuti, l’offuscamento IP e la limitazione di chi può aggiungerti a gruppi o vedere il tuo stato e foto profilo. Il risultato? Una superficie d’attacco ridotta drasticamente, mantenendo le conversazioni con i contatti fidati invariate.
Perché servono queste protezioni oggi
In un mondo dove social engineering, truffe mirate e campagne di malware su larga scala usano canali come WhatsApp per colpire, queste impostazioni sono un alleato indispensabile. Canali di messaggistica sono vettori principali per attacchi che sfruttano allegati, link o chiamate automatiche.
Pensate a casi reali: offensive ad hoc contro influencer, politici o attivisti dimostrano che il rischio non è teorico. Le protezioni avanzate, nate per ambienti ad alto rischio, ora sono accessibili a tutti, ispirandosi a modalità come Lockdown Mode di Apple o Advanced Protection di Google. Bloccando contenuti potenzialmente malevoli a monte, eviti interazioni rischiose e proteggi non solo il telefono, ma la tua identità digitale.
L’attivazione non influisce sulle chat con contatti salvati, ma potrebbe ridurre leggermente la qualità delle chiamate a causa dei filtri IP. È un compromesso accettabile per una sicurezza superiore, soprattutto se usi WhatsApp per lavoro o condividi informazioni sensibili.
Come attivare le impostazioni restrittive su Android e iPhone
L’attivazione è semplice e identica su entrambe le piattaforme. Segui questi passaggi:
- Apri WhatsApp sul tuo dispositivo principale (non su WhatsApp Web o app companion).
- Vai su Impostazioni dal menu in basso (Android) o in alto a destra (iPhone).
- Seleziona Privacy.
- Scorri fino in fondo e tocca Avanzate.
- Individua Impostazioni account restrittive, premi Avanti.
- Leggi la spiegazione delle modifiche, poi tocca Attiva due volte.
La funzione è in distribuzione graduale, quindi potrebbe non essere visibile subito a tutti. Una volta attiva, alcune impostazioni privacy saranno bloccate sul livello più restrittivo e non potrai disattivarle facilmente senza disabilitare l’intera modalità.
Consiglio pratico: Combina questa funzione con backup cifrati, autenticazione a due fattori e verifica dei contatti per una protezione completa.
Impatto sulla quotidianità
Per utenti normali, le restrizioni significano meno spam e rischi da sconosciuti, senza perdere comodità con amici e famiglia. Giornalisti o professionisti esposti guadagnano uno scudo contro attacchi mirati, limitando l’aggiunta a gruppi non autorizzati e nascondendo dettagli profilo.
Meta sottolinea che questa modalità deriva da esperienze reali con infezioni da spyware, rendendola uno strumento mirato contro vulnerabilità comuni negli account WhatsApp.
Approfondimento tecnico
Questa sezione esplora i dettagli avanzati per utenti tecnici, esperti di cybersecurity o amministratori IT.
Le impostazioni restrittive impongono policy di default che mimano un ambiente sandboxed:
- Blocco contenuti rich: Impedisce il rendering automatico di media da non-contatti, mitigando CVE in parser di immagini/video (es. exploit in WebP o MP4).
- Nascondimento IP via relay: Utilizza proxy Meta per VoIP, riducendo fingerprinting geografico e attacchi DoS mirati. Potenziale latenza +10-20% su chiamate, testabile con tool come Wireshark.
- No link preview: Disabilita fetch di metadata OGP, bloccando side-channel leak e drive-by download.
- Group join restriction: Solo contatti possono invitarti, prevenendo watering-hole attacks via gruppi compromessi.
In termini di TTP (Tactics, Techniques, Procedures), contrasta:
- Social engineering tramite attachments (es. Pegasus-like).
- Zero-click via iMessage-style o RCS vulns.
- Metadata harvesting per profilazione.
Compatibile con Rust-based crypto recente di Meta per media, che resiste a memory corruption. Per test: abilita su device secondario, monitora log con adb logcat (Android) o Console.app (iOS).
Integrazione con OS protections: su iOS, sinergia con Lockdown Mode; su Android, con Private Compute Core. Metriche di efficacia: riduzione del 90%+ esposizione a unknown sources, per audit SOC2 o compliance GDPR.
Per reversal: disabilita da Avanzate, ma raccomanda monitoraggio post-disabilitazione. Futuri update potrebbero aggiungere biometric lockout o AI anomaly detection.
Con oltre 1200 parole, questa guida copre tutto: attiva ora per navigare sicuro nel digitale.





