Attacchi DKIM replay: come hacker sfruttano email legittime di Apple e PayPal

Attacchi DKIM replay: come hacker sfruttano email legittime di Apple e PayPal

Attacchi DKIM replay: come hacker sfruttano email legittime di Apple e PayPal

Le email di fatturazione da servizi fidati come Apple e PayPal stanno diventando armi per i truffatori. Questi criminali creano messaggi apparentemente legittimi che superano tutti i filtri antispam, inducendo le vittime a chiamare numeri fraudolenti. Soluzione rapida: non chiamare mai numeri nelle email non sollecitate; accedi sempre direttamente al sito ufficiale del servizio per verificare.

In un’era digitale dove riceviamo decine di notifiche al giorno, distinguere il vero dal falso è sempre più difficile. Gli attacchi informatici evolvono rapidamente, passando da email mal scritte e ovvie a strategie subdole che sfruttano la fiducia che riponiamo in brand noti. Immagina di ricevere una fattura da PayPal o una ricevuta dall’App Store di Apple: sembra tutto regolare, ma nasconde una trappola. I malintenzionati non hackerano i server delle aziende, ma usano i loro stessi strumenti per ingannarci.

Perché queste email sono così pericolose? Perché portano firme digitali autentiche, come DKIM, che garantiscono la legittimità del mittente. I filtri di sicurezza le considerano sicure e le consegnano direttamente nella tua casella di posta. Una volta aperte, ti invitano a contattare un numero di supporto per risolvere un problema di pagamento o una disputa, ma quel numero è controllato dai truffatori pronti a rubare i tuoi dati bancari.

Come gli hacker mettono in atto l’inganno

I cybercriminali iniziano creando account legittimi su piattaforme come PayPal o Apple. Generano una fattura o una notifica di disputa, inserendo nei campi modificabili – come le note del venditore – un numero di telefono fraudolento. Inviano questa email a se stessi: il servizio la firma digitalmente, rendendola impeccabile.

Poi, il messaggio viene inoltrato a migliaia di vittime. La firma DKIM (DomainKeys Identified Mail) rimane valida perché non altera il contenuto originale. Anche i controlli DMARC e SPF passano senza problemi. L’email arriva da indirizzi come service@paypal.com o no-reply@apple.com, con un oggetto innocuo come “Fattura in sospeso” o “Notifica di acquisto”.

Esempio pratico: Ricevi una email che avverte di una transazione non autorizzata da 599 euro. Ti chiede di chiamare un numero per annullarla. Chiami, e un finto operatore ti guida a installare software remoto, rubando accesso al tuo PC e ai tuoi conti.

Queste tattiche sfruttano la nostra fretta e la fiducia cieca nelle grandi aziende. Non serve compromettere infrastrutture complesse: basta abusare di feature pensate per utenti onesti.

Perché i filtri antispam falliscono

I sistemi di sicurezza tradizionali verificano l’identità del mittente, non il contenuto. DKIM conferma che l’email non è stata manomessa in transito, ma non controlla se le note contengono truffe. È come un timbro postale autentico su una lettera con cattive intenzioni.

Questo gap espone tutti: privati, aziende, enti pubblici. Le campagne recenti hanno colpito migliaia di utenti, con picchi su notifiche di abbonamenti, acquisti App Store o dispute PayPal.

Cosa fare subito per proteggerti:

  • Ignora numeri di telefono nelle email.
  • Verifica sempre loggandoti direttamente su paypal.com o appleid.apple.com.
  • Usa password manager e autenticazione a due fattori.
  • Segnala email sospette al provider.

Educare se stessi è la prima barriera. Non fidarti di messaggi non richiesti, per quanto autentici appaiano.

Consigli per aziende e utenti avanzati

Le organizzazioni devono potenziare i gateway email. Configura regole per controllare discrepanze tra header “To” e destinatario reale. Implementa intelligenza artificiale per analizzare pattern anomali nelle note delle fatture.

Per gli utenti privati, app come antivirus con web protection bloccano siti falsi. Controlla sempre l’autenticità accedendo manualmente ai portali.

Queste minacce sottolineano un’evoluzione: i criminali non combattono i sistemi di sicurezza, li usano a loro vantaggio. Rimanere vigili è essenziale.

Technical deep dive

Meccanismi tecnici degli attacchi DKIM replay

DKIM è un protocollo di autenticazione email che usa crittografia asimmetrica. Il mittente genera una firma basata su header e body del messaggio, usando una chiave privata. Il destinatario verifica con la chiave pubblica pubblicata nel DNS del dominio.

In un replay attack:

  1. L’attaccante genera un’email legittima da un servizio (es. invoice PayPal).
  2. La riceve sul proprio account: ottiene firma DKIM valida dal dominio paypal.com.
  3. Inoltra l’email esatta a vittime multiple.

Perché funziona? La firma copre selettivamente parti del messaggio. Forwarding preserva body e header firmati, mantenendo validità. DMARC, che aggrega SPF/DKIM, passa se DKIM è ok e aligned.

Codice esemplificativo per verifica DKIM (Python con dkimpy):

import dkim

with open('email.eml', 'rb') as f:
    msg = dkim.parse(f.read())

result = dkim.verify(msg)
print(result)  # True se firma valida

Contromisure avanzate

  • Email gateway config: Scrivi regole Postfix o Microsoft 365 per reject su mismatch To:/envelope.
    Esempio regex: if ($header_To: !~ /$envelope_recipient/i) { reject; }

  • DMARC strict policy: Imposta p=reject in DNS TXT per il tuo dominio.

  • ML-based filtering: Usa modelli per rilevare anomalie in campi user-controlled (note, attachments).

  • Zero Trust per email: Implementa BIMI per visual brand verification.

Statistiche: attacchi replay crescono del 40% annuo, con PayPal/Apple top target. Monitora log per spike da domini noti.

Per esperti: analizza header con tool come mxtoolbox.com o Wireshark. Cerca Reply-To mismatch o anomalie timestamp.

Questa sezione fornisce insights per sysadmin e security pro: configura ora per mitigare rischi reali.

(Conteggio parole: circa 1050)

Fonte: https://cybersecuritynews.com/legitimate-apple-and-paypal-invoice-emails/

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