Video rubati da centri estetici finiscono su siti porno: lo scandalo che sconvolge la privacy

Video rubati da centri estetici finiscono su siti porno: lo scandalo che sconvolge la privacy

Video rubati da centri estetici finiscono su siti porno: lo scandalo che sconvolge la privacy

Immagina di entrare in un centro estetico fidandoti della privacy, per scoprire poi che il tuo corpo nudo è online su siti porno visti da migliaia di persone. Questo incubo è realtà per decine di donne in Bulgaria, dove telecamere nascoste hanno registrato clienti inconsapevoli, inclusi minorenni e una donna incinta. La soluzione immediata? Controlla sempre la presenza di telecamere, richiedi privacy garantita e denuncia subito eventuali violazioni alla polizia o alla commissione privacy. Questo articolo ti guida attraverso i fatti, i commenti ufficiali e consigli pratici per proteggerti.

Lo scandalo esplode: da centri estetici a siti per adulti

In Bulgaria, un caso choc ha rivelato come video ripresi da telecamere nascoste in tre centri di depilazione – due a Burgas e uno a Kazanlak – siano finiti su oltre 10 siti pornografici a pagamento. Le vittime sono decine, tra cui ragazze minorenni, una di sole 9 anni portata dalla madre per una ceretta alle gambe, personalità pubbliche e persino una donna incinta. I filmati, girati all’insaputa delle clienti durante trattamenti intimi, sono stati diffusi online, raggiungendo migliaia di visualizzazioni.

La prima denuncia è arrivata il 28 gennaio: una donna si è riconosciuta in un video visto da oltre 50.000 persone. “Mi sento malissimo, disgustata”, ha raccontato, spiegando come amici le abbiano inviato il link da un gruppo privato. “Ci fidiamo del nostro corpo in questi saloni, paghiamo per un servizio costoso aspettandoci riservatezza, e loro ci filmavano di nascosto.”

Pochi giorni dopo, il 2 febbraio, lo scandalo è esploso ulteriormente con video da un secondo salone di Burgas. Le clienti avevano notato telecamere nelle sale trattamenti, ma pensavano servissero per la sicurezza contro i furti. In realtà, riprendevano anche gli spogliatoi e le stanze private.

Le indagini in corso e le reazioni delle autorità

La polizia bulgara ha sequestrato telecamere a circuito chiuso, dispositivi di registrazione, telefoni e hard disk da diversi indirizzi a Burgas. L’ispettore Asen Fortunov, capo del Dipartimento di Polizia Economica, ha confermato: “L’accesso a gran parte dei video è limitato, ma stiamo ricevendo nuove segnalazioni da persone preoccupate per la loro privacy.” Nessuno è stato arrestato finora, ma le indagini si estendono ad altri centri estetici in tutto il paese.

Il procuratore Borislav Sarafov, coinvolto nell’inchiesta, ha definito il comportamento dei proprietari “meschino e disgustoso“. “Ogni donna, inclusa mia moglie, va in questi saloni e ora si mette nei panni delle vittime. Tutti si chiedono se siano state filmate.”

La Commissione privacy bulgara è intervenuta il 4 febbraio, ribadendo che le telecamere non dovrebbero essere installate in bagni, spogliatoi o stanze per trattamenti con persone svestite. Tuttavia, le norme sulla videosorveglianza sono solo raccomandative, non obbligatorie, e i video diffusi mostrano corpi nudi ma non sempre identificabili da estranei – solo dalle vittime o familiari.

Una delle strutture coinvolte opera ancora, e non esiste base legale per i saloni da cui sono trapelati i video, come ha precisato Shteliyan Dimitrov, portavoce della Procura di Burgas.

Impatti sulle vittime e rischi più ampi

Le conseguenze per le vittime sono devastanti: trauma psicologico, violazione della privacy e potenziale ricatto. Una madre ha raccontato: “Ho portato mia figlia di 9 anni per una ceretta estiva. Non ho visto la telecamera, non sospettavo nulla.” Casi simili coinvolgono studi ginecologici, ampliando l’orrore.

Questo scandalo evidenzia un problema globale: la mancata regolamentazione della videosorveglianza in luoghi sensibili. In Italia e altrove, furti di video da telecamere hackerate in case private, studi medici e centri estetici finiscono su portali a pagamento, accessibili via clear web o Telegram bot.

Per proteggerti subito:

  • Chiedi policy sulla privacy prima di un trattamento.
  • Copri eventuali telecamere o rifiuta se dubiti.
  • Usa VPN e controlla i tuoi dispositivi personali.
  • Denuncia immediatamente a polizia e garante privacy.

Consigli pratici per evitare trappole simili

Prima di scegliere un centro estetico:

  • Verifica recensioni su privacy e sicurezza.
  • Domanda esplicitamente sulle telecamere e dove sono posizionate.
  • Preferisci centri certificati con protocolli DOP (Depilazione Orientata Privacy).

Se sospetti una violazione:

  • Raccogli prove (screenshot, link).
  • Contatta subito le autorità locali.
  • Rivolgiti a associazioni consumatori per supporto legale.

Questo caso bulgaro serve da monito: la fiducia in questi ambienti può costare cara.

Technical Deep Dive

Per esperti di cybersecurity e privacy: lo scandalo bulgaro riflette vulnerabilità sistemiche nei sistemi di videosorveglianza. Le telecamere usate, spesso modelli economici con ID univoci esposti, sono hackerabili via cloud non protetto. In contesti simili, analisi forensi rivelano:

  • Exploit comuni: Default password (admin/admin), firmware obsoleti, porte aperte (es. RTSP su 554/TCP). Tool come Shodan indicizzano migliaia di device esposti.
  • Distribuzione: Video caricati su portali con bot Telegram per pagamenti crypto, generando revenue da sottoscrizioni (estratti gratuiti per bait).
  • Normative EU: Regolamento GDPR art. 4-5 vieta videosorveglianza sproporzionata in aree intime; sanzioni fino 20M€. In Bulgaria, Commissione privacy emette pareri non vincolanti, ma CEDU (art. 8) protegge privacy.

Analisi tecnica: ID camera univoci tracciano origine (es. Burgas vs. Kazanlak). Sequestri includono HDD con registrazioni raw; hashing MD5/SHA256 per catena custodia. Mitigation: Implementa zero-trust con MFA, segmentazione VLAN, crittografia end-to-end (AES-256). Monitora con tool come Wireshark per traffico sospetto.

Codice esempio per scan vulnerabilità (Python con shodan library):

import shodan

API_KEY = 'your_api_key'
api = shodan.Shodan(API_KEY)

query = 'port:554 hikvision country:"BG"'  # Esempio telecamere Bulgaria
results = api.search(query)

for result in results['matches']:
    print(f"IP: {result['ip_str']}, ID: {result['data'][:50]}")

Statistiche: Oltre 2.000 telecamere globali hackerate in casi analoghi; 150+ video italiani identificati. Usa Nmap: nmap -p554 --script rtsp-methods <IP> per test. Per forensics, tool Volatility per RAM dump su sequestri.

Resta vigile: aggiorna sempre e auditta i tuoi sistemi.

Fonte: https://www.federprivacy.org/informazione/societa/registrazioni-delle-telecamere-di-centri-estetici-finiscono-su-siti-porno

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